Il serpente rosso:ofiuco - SERPENTE ROSSO - OFIUCO - IL MISTERO DI RENNES LE CHATEAU - Rennes-Le-Chateau - LE SERPENT ROUGE NOTES SUR SAINT GERMAIN DES PRES ET SAINT SULPICE DE PARIS - Rosa-Croce - catari - Tempio di Salomone - Merovingi - graal - GRAAL

B a s i l i s c o


Questa creatura ha corpo e testa di gallo, sormontata, quest'ultima, da una cresta squamosa rossa che somiglia ad una corona. Possiede inoltre grandi ali spinose e coda di serpente.

Il suo sguardo incenerisce, secca le piante e contamina le acque. Può essere ucciso solo mettendolo davanti ad uno specchio sul quale può vedersi riflesso. Vive nel deserto, ma quando entra in una casa, di solito durante la notte, alita sui dormienti e la sua saliva consuma lentamente i malcapitati abitanti.

Secondo alcuni miti il basilisco nasce dal sangue di Medusa, decapitata da Perseo, che cadde sulla terra di Libia. Ha poteri simili a quelli della gorgone della mitologia greca

Sconosciuta nel regno degli animali striscianti, incrocio fra serpente e gallo, questa bestia partorita dalla spigliata fantasia letteraria e artistica incute piú paura di quelle reali, anche le più feroci. Il basilisco è 1'immagine del potere disastroso del male. Raffigurato in quello scultoreo ciclo di vita e di morte che è il portale bitontino, sembra lì pronto a dare la morte col solo suo sguardo dalla potenza infernale. Re dei serpenti, come il suo stesso nome richiama, il basilisco (da basileus) non ha del vero serpente che la coda; il resto del corpo è quello di un gallo, con piume, becco e cresta dentellata simile ad una corona. «Rex est serpentium basiliscus - afferma sant'Agostino - sicut diabolus rex est daemoniorum» (Enarr. in ps. 90 serm. 2, 9, in P.L. 37, col. 1168).

Il basilisco della Cirenaica era stato descritto da Plinio come un serpente di piccola taglia con una macchia bianca sulla testa a forma di diadema: il suo fiato fa perire i piccoli alberi, brucia le erbe e spacca le pietre. Plinio aggiunge inoltre che se un cavaliere colpisce la bestia con la punta della lancia, muoiono cavallo e cavaliere a causa del veleno che percorre l'asta dal punto di contatto fin verso l'alto, verso 1’impugnatura.

Sin dai tempi di Davide, presso i popoli pagani del bacino del Mediterraneo orientale, il basilisco non ha goduto di buona reputazione. Secondo alcune leggende greche e romane riportate da Plinio, anche i serpenti fuggono dinanzi al basilisco capace di ucciderli col suo solo fiato o col solo suo sguardo. Brunetto Latini ripete, seguendo Plinio, che questo rettile uccide col potente e velenoso sguardo uomini e bestie.

Nato da un uovo covato da un rospo, il basilisco è stato reso iconograficamente più raccapricciante dall'artista medievale per sottolineare la fraudolenta perversità del suo sguardo; lo ha raffigurato con gli organi visuali situati sulla coda, che talvolta assume la forma di testa di serpente. Così, dotato di doppi organi visivi, l'ambigua bestia è capace di dare la morte davanti e da dietro. Trasfigurazione del cristiano pervertito e depravato, sordo ad ogni voce che lo sollevi dal fondo del suo sudiciume, il basilisco non è una figura molto nota nell'arte delle cattedrali romaniche pugliesi, tuttalpiù si confonde con gli altri rettili senza particolari caratteristiche e difficilmente individuabile. Chiaramente identificabile è invece nel portale bitontino, cosí come nelle grandi cattedrali francesi: da Amiens a Sens a Poitiers, a Vezelay   

                                                                                

                                                                                                                                                                                                                                                                                               www.valchiria.com ©