Il serpente rosso:ofiuco - SERPENTE ROSSO - OFIUCO - IL MISTERO DI RENNES LE CHATEAU - Rennes-Le-Chateau - LE SERPENT ROUGE NOTES SUR SAINT GERMAIN DES PRES ET SAINT SULPICE DE PARIS - Rosa-Croce - catari - Tempio di Salomone - Merovingi - graal - GRAAL

C e r b e r o


E'il mostro della mitologia greca posto a guardia degli inferi, l'Ade, dai quali impediva il ritorno sulla Terra alle anime dei defunti. Figlio di Tifone e di Echidna era, secondo la tradizione, un cane a cento o a cinquanta teste, ma generalmente veniva rappresentato con tre teste, coda di drago e teste di serpente che correvano lungo la spina dorsale come una criniera. I morti dovevano placarlo offrendogli il dolce di miele che era stato posto nella loro tomba insieme con l'obolo per Caronte. Cerbero faceva la guardia sulla riva dello Stige; era persino terribile con i vivi che tentavano di forzare la porta degli inferi, si scagliò infatti contro Piritoo e Teseo quando cercarono di liberare Persefone. Placato da Orfeo con il suono della lira, da Enea con la focaccia preparata dalla Sibilla, fu domato solo da Ercole che lo incatenò e lo trascinò a Trezene, rimandandolo poi negli inferi. Viene posto da Dante a guardia dei golosi (Inferno VI).

Era figlio di Tifone e di Echidna, metà donna e metà serpente.
Re
Euristeo impose ad Eracle la sua cattura, facendone la sua undicesima fatica.
Secondo altri, la dodicesima, considerando, questi, come undicesima, il furto dei pomi d'oro delle
Esperidi.
Suoi compiti di guardiano erano:
  • divorare coloro che tentassero di fuggire dall'Ade
  • accogliere i nuovi arrivati
  • impedire l'accesso ai viventi

Fallì in questo suo compito con Orfeo che, volendo recarsi nell'Ade per riprendere e riportare in vita l'amata Euridice, lo incantò con il suono della sua lira e con la Sibilla Cumana che, per aiutare Enea ad entrare, lo distrasse con una focaccia di farro ("offa") inzuppata in vino drogato.
Esiodo lo descrive come un mostro con cinquanta teste ed una voce terribile, ma, correntemente, gli sono attribuite tre teste. Aveva, inoltre, coda di serpente e numerose teste, ugualmente di serpente, spuntavano dal suo dorso.
Talmente terrorifico era l'aspetto di Cerbero da mutare in pietra chiunque lo guardasse.

A r a l d i c a


In araldica, il cerbero (nome comune) è una figura immaginaria del tutto corrispondente alla sua raffigurazione mitologica: un cane tricefalo dalle gole spalancate, la coda di drago e con teste di serpente sul dorso. Talune raffigurazioni utilizzano i serpenti come chioma.

In taluni stemmi il cerbero, guardia feroce della città infernale, allude al cognome Medico, che vigila a che nessuno entri nella città dei malati. L'eventuale collare simboleggia la sottomissione del medico alla sua missione.

                                                                                 

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