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Come
traspare ampiamente , mi sono convinto che l'Ordinamento iniziatico sia Uno e
che la vera Iniziazione non possa prescindere dai diversi componenti in cui
appare suddiviso come elementi a sé stanti. Le due parti più evidenti sono
quella misteriosofica (mascolino) e quella mistica (femminino). Ma ambedue, in
realtà, sono una suddivisione "artificiale" da imputare ad una naturale
predisposizione del cervello a trasmettere le sensazioni verso due differenti
poli di ricezione. Questo meccanismo d'interpretazione sensoriale condiziona
fortemente la percettività fisica tanto che bisognerà apprendere a bypassarlo.
Ma questo è un altro discorso.
Anche se l'Ordinamento iniziatico è stato arbitrariamente separato, le due parti
che ne sono derivate sono comunque due ceppi che originano della stessa unità
anche se esse, come oggi le vediamo, sono assai deformate rispetto ai loro ceppi
originali. L'opera di deformazione ha raggiunto il suo apice durante la
cosiddetta Era Volgare (gli ultimi 3000 anni), dove la teurgia della mistica è
stata sepolta nei cumuli dei culti devozionali, mentre la parte restante, che si
riferiva alla scienza iniziatica, si è ridotta a vaniloqui e speculazioni di
antiche rimembranze storiche e morali.
Al corpus originale, attraverso i tempi, le mode ed i costumi, sono state
sovrapposte numerose interpretazioni spesso in contrapposizione tra loro: e
questo non facilita il lavoro di chi cerca di procedervi senza spirito critico e
capacità d'analisi e di comparazione. Questo spiega l'allontanamento dalle due
istituzioni da parte di chi possiede un senso realistico. Invece, come degli
archeologi, bisogna imparare a "sbucciare" le sovrapposizioni esteriori velo
dopo velo, senza mai dare molto peso alle affermazioni di quanti vivono con fede
una di quelle due - identità separate.
Accettata questa premessa, si può procedere nel lavoro di acquisizioni di
argomentazioni da entrambi i campi che, a prima vista, paiono antitetici. Ma
l'opposizione, per il ricercatore, nasce dalla radicata convinzione degli
esponenti di tali campi, di possedere un copyright iniziatico universale. Ma più
sensatamente, si può solo riconoscere loro una remota memoria dei principi di
un'iniziazione che ambedue le Istituzioni, però, sono assolutamente incapaci di
trasmettere. Se iniziazione significa anche illuminazione: si mai visto un
illuminato far parte delle due gerarchie? Non è mai accaduto. Ed il fatto che
tra loro si riconoscano altisonanti titoli, questo non muta i termini dei meriti
che restano umani - troppo umani.
Comunque, pur essendo i due tracciati assai falsati, Chiesa e Massoneria sono i
tracciati rimasti più "in superficie" e che permettono, a chiunque una capacità
di ricerca ed una mente poco incline alle formula immaginifiche, di risalire
all'idea radice che trapela dal profondo, nonostante le innumerevoli alterazioni
sovrapposte in superficie.
Due sono i primi strumenti per "sprofondare" verso certe realtà nascoste:
a)l'uso appropriato della semantica e
b)la corretta ricostruzione dei significati inscritti nei simboli.
Parole e simboli sono contenitori "intonsi" perché non è possibile corromperli
senza comprenderli e non è possibile comprenderli senza essere in grado di
penetrarne la struttura formale. Ma chi riesce a comprende il loro significato
profondo sarà solo chi mai e poi mai si sognerebbe di deviarne il "messaggio o
l'insegnamento" ch'essi contengono. Quindi potranno essere corrotte solo le loro
interpretazioni letterali, e questo è di nessuna importanza.
Come spesso accade di dire: il segreto iniziatico è rimasto tale perché non si è
mai rivelato né a chierico né a massone, che altrimenti ne avrebbero fatto un
arma da guerra e di trionfo.
Per quanto ci riguarda, per ampliare lo spettro della nostra ricerca chiameremo
ad approfondire questo
Tema
pensatori di notevole spessore anche molto distanti tra loro. Anzi, sarà proprio
la loro diversità scientifica e culturale a garantire la visione super partes su
Chiesa & Massoneria. Due Istituzioni che, nonostante tutto e tutti, restano due
frammenti legati indissolubilmente dalla loro sorte: quella di essere i bizzosi
discendenti dell'ombra invisibile che li ha generati. L'ombra dell'Ordine
iniziatico. Ombra che solo l'Iniziato, con la sua ritrovata identità solare, può
rendere visibile. E' questo è quanto.
La Verità, caro amico, è un Entità troppo astratta per chiunque. Però, il
Costruttore di idee, pezzo dopo pezzo, mattone dopo mattone, realtà dopo realtà:
unendo frammento di verità a frammento di verità con una paziente opera di
-riavvicinamento ed analogia-, può ricostruire quell'Edificio maggiore che più
si adatta a rappresentare di una realtà veritiera. E sarebbe "poco edificante"
voler mantenere separati i quattro lati dell'Edificio, che invece deve essere
completato in ogni sua parte.
Questa ricostruzione è l'allegoria tra il processo che differenzia una
costruzione mentale che scorre - virtualmente- su di un asse piano e quella
costruzione iniziatica che, invece, si erge sul proprio asse verticale.
L'edificio piano rappresenta la virtualità d'una conoscenza effimera, mentre
l'altro è la ricerca che trasforma l'essenza dell'uomo. Il - mutamento - fa
passare la percezione dell'adepto dalla coscienza naturale della propria origine
fisica alla coscienza che accorpa, unendovisi, realtà via via sempre più ampie
ed onnicomprensive. Una coscienza onnicomprensiva spazia nella libertà dove
nulla è separato o fuori posto: e questo è l'inizio dell'universalità. Un senso
di libertà spirituale che investe la mente. Nulla a che fare con le "gabbie"
ideologiche che imprigionano gli ordinamenti minori. Separati ineluttabilmente
da una Realtà che li attornia ma dalla quale non vengono compenetrati né nel
cuore né nella mente. La verità, perciò, per loro resta un concetto invisibile e
lontano su cui discettare ponendo, però, se stessi in sua vece.
E per finire un assioma. Dice un maestro: "la prima cosa che si deve apprendere
è quella di sopportare il dolore della verità."
Cattolicesimo e Massoneria
Quali sono oggi i rapporti
fra la Chiesa cattolica e la Massoneria? E' possibile,essere cattolici
praticanti e massoni? Un sacerdote mi ha risposto: "meglio lasciare
perdere....".
La risposta, secondo me, dovrebbe scaturire da un intimo convincimento e questo,
a sua volta, dovrebbe scaturire da un'attenta esperienza personale profondamente
analitica ed intellettuale.
Nella domanda, invece, si pone in evidenza una consuetudine che, alla luce della
ragione, appare il paradosso di una comune credulità. Quella di porre sullo
stesso piano cristianesimo cattolicesimo.
Ma d'altronde, la stessa confusione avviene anche tra Massoneria e l'Ordine
iniziatico scaturito dalle Scuole Misteriche.
Ambedue sono solo il retaggio di una lontana memoria iniziatica (la Massoneria)
e spirituale (la Chiesa ), posta in forma completamente exoterica e ri-velata
(velata due volte) da interpretazioni mitiche quanto mai pregne di folklore e
d'approssimazione.
In entrambe, l'avanzamento interiore è sommariamente tralasciato ai fumi delle
parole anziché alla luce dei fatti facendone, così, un percorso umano, troppo
umano.
Il cammino iniziatico legato agli Antichi Misteri, assai arduo da ricostruire
per il comune massone, è un cammino "solitario", dove l'aspirante può contare
solo sulle proprie forze e sui propri meriti
In linea di principio
questo è un cammino non dissimile da quello cristiano, basato anch'esso solo sui
meriti personali. Ciò a dire, senza possibilità "d'intercessione" d'un terzo
elemento umano, se non quello spirituale ed interiore. Ed in questo, si può
riscontrare una similitudine con il principio - meritocratico- postulato nel
tema del Karma (e Dharma) dei Fratelli d'Oriente. Ma è proprio nel concetto
d'intercessione umana che si pone la diversità tra cristianesimo e
cattolicesimo.
Il cristianesimo non ha mai posto in postulato una gerarchia umana, tantomeno
infallibile. L'officiante è "primo inter pares" cioè, uguale tra eguali,
fratello e sorella tra fratelli e sorelle, figlio tra figli e figlie.
Non dissimile da questa risulta essere la proposizione orientale che dice: siamo
tutti divini (figli dello stesso Dio) la differenza sta tra chi ha coscienza di
esserlo e quanti ancora non lo ricordano.
Il cattolicesimo, a differenza del cristianesimo, non verte su un Principio (in
questo caso l'Amore rappresentato da Dio) ma su un uomo: un regnante
infallibile, posto da altri uomini al vertice di una gerarchia rappresentativa
della divinità.
Una gerarchia rappresentativa, quindi, che spesso, però, con le proprie tesi ed
i propri atti ha offuscato se non addirittura sostituito il Principio d'Amore e
Comunione universali facendone un baluardo tra -diversi- posti in opposizione
conflittuale. Il cattolicesimo è un'espressione di religiosità fondata sul
potere e sulla regalità temporale.
Ma Gesù il Nazareno (non di Nazareth come è stato mistificato), esseno e
terapeuta, non pose mai su sé o sui propri fratelli e sorelle (lo dice
testualmente) l'autorità imperiale ("date a Cesare quel ch'è di Cesare e a Dio
quello ch'è di Dio") né del Sinedrio, i cui componenti egli definì "sepolcri
imbiancati"; ovvero degli ipocriti. Pose su sé solo il Principio Amore e la sua
intercessione spirituale. Qui è la differenza. E la gerarchia ecclesiale, che si
è frapposta tra l'uomo ed il cielo, lo sa.
Si scoprono, allora, le carte. Perché, l'aderente ad un cammino iniziatico fatto
di valori interiori da ricomporre individualmente, non crede né accetta
l'intercessione di un terzo a lui pari, ovvero, né meglio né peggio di sé
stesso. Preferisce all'uomo il Principio.
Ma negando l'intercessione dell'uomo che se ne fa della sua santa gerarchia?
Allora, un adepto può essere cristiano ma sarebbe paradossale se entrasse a far
parte del movimento cattolico dove viene posto come riferimento l'apologia delle
caratteristiche umane, in vizi e virtù.
La Massoneria, conscia delle debolezze, vizi e virtù dei propri adepti, non si è
mai posta l'aureola dell'assoluto categorico ma si limita a custodire, velati
nei simboli, certi antichi principi iniziatici che accomunano Oriente ad
Occidente. Simboli che, misteriosi anche alla maggior parte dei suoi stessi
adepti, indicano "a chi ha occhi per intenderli" una via verso l'assoluto: da
intraprendere individualmente, senza intermediazioni e secondo le proprie
possibilità e qualità.
L'unica intermediazione possibile è quella di creare le condizioni perché
avvenga l'illuminazione interiore. Ma non si nasconde, di fatto, come la ricerca
di questa "illuminazione" sia diventata, oggi, poco più di una convenzione
simbolica, poco rappresentativa della realtà che si pratica al suo interno.
Ma per chi non "vede" ciò ch'è ri-velato nelle antiche rappresentazioni
simboliche e cerimoniali, la Massoneria può diventare comunque il tramite di un
insegnamento morale ed etico -socialmente utile-. Che non tralascia mai di
sottolineare la vacuità della vita mondana e l'importanza di metamorfosi
interiore che distacchi l'adepto ai modelli "profani" che ne hanno aggredito la
mente condizionandone la coscienza. E questo avviene, ad esempio, con la
trasmutazione dei metalli. Metalli, come trasposizione di idee, emozioni e
sentimenti da correggere nella forma materiale per esaltarne una voluta
maggiore.
Per
concludere, da queste brevi note si evince che il Principio iniziatico che la
Massoneria ha posto in termini volutamente impersonale come: il Grande
Architetto dell'Universo; è un Principio di Amore e Fratellanza che accomuna,
accetta ed accoglie nel proprio seno ogni diversità, senza moti d'intolleranza.
Tanto da rendersi compatibile con ogni forma di credo che sia altrettanto -
amorevole, aperta e tollerante.
Allora, il massone può essere molte cose, ma quanto a cattolicesimo, concordo
anch'io, anche se per altri motivi, con il commento del sacerdote che ti ha
detto .... meglio lasciar perdere.
Si potrebbe parlare dell'apologia della razza bianca fatta nei suoi "testi
sacri". Della misoginia, dell'intolleranza e della violenza - a fin di bene -.
Del razzismo e del fascismo che traspaiono dalle idee di una Divinità di cui
pretendono il monopolio assoluto e del copyright sulla salvazione elargita su
convenienza.
Ma certo i cattolici non sono i soli a voler monopolizzare Dio, politicizzandone
gl'intenti. Sono in buona compagnia (o dovremmo dire "concorrenza"?)
Ma c'è chi non "vuole" rilevare il paradosso che s'interpone tra modello ideale
(il Cristo) e l'incongruenza di certi "miracoli di fede" postulati dalle Chiese,
allora, anche in questo caso.... sarà meglio lasciar perdere.
Un fraterno saluto |