
Rito per mezzo del quale si crede di espellere il
demonio dal corpo degli ossessi, da oggetti, cibi,
animali, luoghi.
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Rito
per mezzo del quale un individuo o un luogo viene liberato dal
demone che lo possiede. Compiuta con specifiche formule e
invocazioni, normalmente da persona con particolare autorità
religiosa, come un sacerdote o uno sciamano, la pratica
dell'esorcismo era diffusa nelle società antiche. Nel regno di
Babilonia i sacerdoti distruggevano, nel corso di un rito
magico, immagini di creta o di cera raffiguranti il demone che
doveva essere annientato. Anche l'Egitto e la Grecia antica
conoscevano simili rituali, e in molte religioni del mondo
l'esorcismo viene tuttora praticato.
Nella Bibbia si trovano numerosi riferimenti a pratiche
esorcistiche: ad esempio, nel Nuovo Testamento, Gesù Cristo
caccia gli spiriti maligni con la preghiera e la forza del suo
comando. Nella Chiesa cattolica, l'esorcismo è una funzione che
i sacerdoti possono svolgere con un permesso speciale.
Sul Dettaglio
L’esorcismo è un rito antichissimo, esso è un sacramentale, che
permette di conoscere se una persona è invasa dal maligno o se è
colpita da infermità naturale.
Prima di tutto l’esorcismo ha uno scopo diagnostico. Precisiamo
meglio. Uno prima fa le domande d’uso per conoscere la storia
personale del soggetto.
In genere le persone che vengono dall’esorcista quasi sempre
sono state prima dai medici e hanno già provato tutto; poi
purtroppo, molte volte sono state dai maghi e, infine, approdano
dall’esorcista.
La prima cosa che si chiede sono le cartelle cliniche; si guarda
cosa cosa c’è di competenza medica; ci si fa dire da quanto
tempo dura il disturbo, se dalla nascita, se si tratta di un
tempo determinato; si cerca di capire se c’è stata una causa
iniziale che ha provocato i disturbi. Il punto di partenza è
importante: i disturbi sono iniziati con la seduta spiritica?
Oppure da quando uno ha frequentato sette sataniche? In questo
caso è possibile che il punto di partenza sia sospetto, poiché
lo spiritismo e il satanismo costituiscono una porta aperta a
satana perché entri in una persona e la disturbi.
Quindi prima c’è sempre un’intervista per riscontrare se ci sono
quei segni ritenuti “sintomi di sospetto”. Il sintomo maggiore
di sospetto è l’avversione al sacro, quando cioè uno non riesce
più a pregare, quando si irrita se sente pregare a casa sua,
quando si irrita nel vedere immagini sacre, e questo specie
quando una persona era prima molto religiosa, molto praticante
e, di colpo tronca tutto e magari, se sente qualcuno che prega
in famiglia, comincia bestemmiare.
L’avversione al sacro è il sintomo di sospetto maggiore, però
non in modo esclusivo, ma sempre insieme ad altri sintomi: ci
sono infatti, avversioni ala sacro che hanno origine in fatti
malefici. Devono coesistere dunque tanti sintomi, una serie di
indicazioni convergenti. Può ancora, essere un motivo di
sospetto la “modalità” con cui si manifestano questi disturbi.
Per esempio, se quando va il sacerdote a benedire la casa sbarra
la porta, si chiude in camera, non vuole aprire, manifesta
certamente un comportamento irrazionale.
Se ci sono segni di sospetto, è bene fare l’esorcismo, perché
solo attraverso l’esorcismo che si riesce a cogliere se c’è una
presenza malefica.
Il cosiddetto “grande esorcismo” dà l’idea che sia qualcosa di
pauroso, spaventoso, terrificante. Tuttavia non è quella cosa
mostruosa, così considerata da alcuni, che non hanno mai fatto o
partecipato a esorcismi. Si può dare un quarto d’ora , in media,
alle volte in mezz’ora, talvolta dura anche qualche ora, ma in
casi particolarissimi. Nella Chiesa ortodossa, in qualunque
monastero, si può chiedere l’esorcista, ed egli viene subito, fa
l’esorcismo e se ne va. Ossia è vissuto come la cosa più
semplice di questo mondo, e così dovrebbe essere.
Se l’esorcismo mette in luce delle reazioni particolari, allora
viene fatto con più cura e più tempo. Ve tenuto conto che quando
una persona va in trance, in un certo senso è sotto la
responsabilità degli esorcisti, per cui occorre fare di tutto
perché non si faccia del male. Magari si ricevono personalmente
dei mali, come pugni, calci e sputi, occorre tenerseli e dire:
“Dio sia ringraziato”.
Mentre si procede agli esorcismi si osservano le differenti
reazioni. Tra l’uno e l’altro, è bene far passare minimo una
settimana, chiedendo quali effetti si sono osservati (benefici,
irritazioni o altro). Liberare una persona a volte richiede anni
di e anni di esorcismi
Nel Catechismo della Chiesa Cattolica si legge chiaramente che
gli esorcismi, si possono fare sia nel caso di possessione
diabolica, sia nel caso di un male causato dal demonio
(vessazione). Inoltre gli esorcismi si possono fare non solo
sulle persone ma anche sugli oggetti e cose. In un caso di non
possessione e nei casi in cui l’esorcismo viene fatto sulle case
e cose, un oggetto non c’è mai la presenza del demonio. Quindi è
una contraddizione, come prescrive il nuovo Rituale, fare
l’esorcismo solo se si è certi della presenza del demonio.
Questa certezza si ha solo facendo glie esorcismi.
L’esorcismo include i seguenti elementi essenziali: !)
l’interrogatorio iniziale; 2) eventuali esami medici; 3) la
persona deve aver già ricevuto preghiere di guarigione e di
liberazione da un gruppo guidato da un sacerdote e che il
sacerdote indichi le reazioni avute dalla persona; 4) dopo tutto
ciò, si guardano le cartelle cliniche, la relazione fatta dal
sacerdote sindacato, si sentono anche i familiari sul
comportamento che la persona ha nel quotidiano e quindi si
procede all’esorcismo, perché esso ha scopo diagnostico oltre
che terapeutico.
Gabriele Amorth |