I   g r a n d i   D e m o n o l o g i   e   l e   S t r e g h e

   

In epoca medievale i demonologi acquisirono sempre maggiore autorevolezza. Si verificò una svolta nel XIV secolo, quando le loro indagini incominciarono a prendere in considerazione le credenze e le superstizioni diffuse nella cultura popolare e connesse con la tradizione antica della magia.

Inquadrando in questa prospettiva le sopravvivenze precristiane che si proponevano di sradicare definitivamente, i demonologi non esitarono a connettere con le attività demoniache anche le forme di superstizione legate, ad esempio, all'immagine di essere mostruosi quali l'uccello notturno, noto anche ai classici latini come stryx, capace di colpire i bambini nella culla succhiando il loro sangue e installando un liquido velenoso.

Da stryx deriva il nome "strega", che definiva la donna accusata di procurare il maleficio attraverso i riti della magia nera.

Si ponevano così i presupposti fondamentali per le drammatiche vicende di quell'epoca che, inaugurata ufficialmente nel 1484 con la bolla Summis desiderates affectibus di papa Innocenzo VII, avrebbe conosciuto la forma di spietata persecuzione nota come "caccia alle streghe", con l'elaborazione di trattati, quali il famoso Malleus maleficarum (il martello delle streghe 1487), dei domenicani Jakob Sprenger e Heinrich Kraemer, concepiti come manuali a uso dei tribunali dell'inquisizione. Questa istituzione venne incaricata - ma si aggiunsero ben presto i tribunali ordinari - di celebrare i processi contro le donne accusate, talvolta sulla base di confessioni estorte mediante la tortura, di essere streghe, dedite all'intreccio di malefici di ogni genere, frutto dell'incontro con il diavolo nel corso di una cerimonia notturna, il sabba, che non escludeva il rapporto sessuale fra il principe del male e le sue serve.

In considerazione del fatto che l'azione del demonio mira essenzialmente a distogliere i fedeli della retta fede, le gerarchie ecclesiastiche e le autorità politiche accolsero le conclusioni dei demonologi e interpretarono i fatti da essi descritti come autentiche manifestazioni di eresia, organizzando un'adeguata opera di repressione per stroncare definitivamente non solo i presenti fenomeni, ma anche le credenze definite "eretiche".

Perdurando per tutto il XVII secolo e fino alle soglie dell'illuminismo, la persecuzione dele streghe ha condizionato pesantemente l'evoluzione della demonologia, con la presa di coscienza, da parte delle autorità ecclesiastiche, della necessità di un suo inquadramento secondo canoni che evitassero di ripetersi degli eccessi. In ogni caso la Chiesa cattolica non ha mai posto in discussione la dottrina tradizionale dell'esistenza del Maligno e della sua capacità di possedere i fedeli, e soltanto dopo il concilio Vaticano II si sono levate alcni voci in favore dell'esclusione definitiva della figura di Satana dalle tematiche privilegiate dalla teologia come dalla catachesi. Tali orientamenti sono stati però condannati in varie occasioni, a cominciare dalla celebre allocuzione di papa Paolo VI del 5 Novembre 1972 fino agli interventi di Giovanni Paolo II del 1986, che ribadirono, sotto forma di monito rivolto ai cattolici, la fedeltà della Chiesa ai dati della Tradizione.

Se tuttavia, come conseguenza di questo atteggiamento, la Chiesa cattolica mantiene tuttora la pratica dell'esorcismo, gli indirizzi più recenti, pienamente condivisi dalla gerarchia, sottolineano l'estrema rarità dei fenomeni di autentica possessione diabolica, che gli esorcisti sono chiamati a tenere ben distinti dagli stati patologici. Questi ultimi, soprattutto quelli di natura psichica, devono essere lasciati all'esclusiva competenza della scienza medica e della psichiatria.

        

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