Un'altra
famosa mappa, considerata da Graham Hancock e altri
appassionati di "misteri" la prova che l'Antartide era già
conosciuta secoli prima della sua effettiva esplorazione ed
era già stata misurata in modo preciso è quella pubblicata
nel 1531 da
Oronce Fine
(chiamato Oronzio Fineo in italiano e Orontius Finaeus in
latino), un importante matematico che disegnò anche carte
geografiche basate su studi geometrici dei diversi tipi di
proiezione sferica o
cordiforme.
Questa carta
raffigura attorno al polo sud un grande continente chiamato
"Terra Australis". Ma anche in questo caso, anzi,
soprattutto in questo caso dovrebbe apparire molto evidente
che questo continente, chiaramente separato dall'America del
Sud dallo stretto di Magellano, non è l'Antartide ma la
rappresentazione di una terra mitica, composta unendo le
poche informazioni reperibili sulle terre da poco raggiunte
all'estremo sud del mondo conosciuto.

LA "TERRA
AUSTRALIS INCOGNITA"
Sono moltissime infatti le mappe che
raffigurano la "Terra Australis Incognita", il
continente che "doveva" esserci secondo i filosofi greci,
già a partire da Pitagora. Essi avevano già immaginato che
la Terra fosse sferica, ne avevano anche calcolato con buona
approssimazione il diametro (Eratostene nel terzo secolo a.C.)
e pensavano che se c'erano terre emerse a nord dovevano
essercene altrettante anche a sud, altrimenti il
mondo
sarebbe risultato sbilanciato. Sul mito della
Terra Australis
sono stati scritti
moltissimi libri e in tutti gli studi sulla storia della
cartografia sono pubblicate le carte geografiche che
raffigurano questo fantastico continente, che però non è
l'Antartide privo dei ghiacci ma una terra immaginaria.
Dopo le prime esplorazioni seguite alla scoperta
dell'America i navigatori portarono notizie su nuove terre
scoperte a sud e questo rafforzò l'idea che il continente
mitico esistesse davvero, per questo venne rappresentato in
molte mappe cinquecentesche. In quelle carte, come in
moltissime altre è rappresentata quindi la Terra
Australis Incognita, un mito non diverso da quello del
Paradiso Terrestre (anche questo viene spesso
rappresentato nelle carte medioevali), del Regno del
Prete Gianni (anche questo compare spesso, di solito
localizzato nell' Africa orientale) e dell'Eldorado.
...
Quel grande
continente che nella carta di Finaeus occupa gran parte
dell'emisfero sud è chiamato "Terra Australis recenter
inventa sed nondum plene cognita" ovvero Terra
Australe di recente scoperta ma non completamente conosciuta.
Anche da questo si capisce che non si può trattare, come
pretendono gli scrittori del mistero, di una
rappresentazione del continente antartico prima della
glaciazione (si vedono monti, valli, fiumi...) ma di terre
raggiunte di recente e solo parzialmente conosciute dai
navigatori dell'epoca.

Oltretutto
la vera Antartide non si trova a contatto dell'America del
Sud, separata da questa solo dallo stretto di Magellano. Il
continente australe è anzi molto distante dallo stretto e le
parti più settentrionali si trovano più di 1000 chilometri a
sud della Terra del Fuoco. Il mappamondo di Fineo è quindi
una carta approssimativa, idealizzata, dove le terre solo
intraviste o lambite dai navigatori vengono unite tra di
loro fino a formare un grande continente australe.
Quali
possono essere queste terre "recenter inventae sed nondum
plene cognitae"? Una è sicuramente la Terra del Fuoco,
costeggiata da Magellano nel 1520, che per tutto il XVI
secolo verrà ritenuta una delle estremità settentrionali
della Terra Australis. La mappa di Fineo quindi non
appare, nella descrizione di quella regione, diversa da
tante altre dello stesso periodo.
....
....
Lo
Stretto di Magellano nelle carte di Finaeus, Apian e Munster.

Lo
stretto di Magellano e la Terra Australis Incognita
nella carta di Jodocus Hondius del 1608
Ma
anche un'altra terra, all'estremo sud del mondo conosciuto,
cominciava ad essere visitata dai navigatori europei,
soprattutto dai
portoghesi
che nei primi decenni del XVI secolo si erano già spinti
fino alle isole dell'arcipelago indonesiano...

La
costa nord dell'Australia, e in particolare la regione
chiamata "Regio Patalis" è riconoscibile anche in molte
carte della metà del '500
e certamente
era stata raggiunta dai portoghesi
ben prima del viaggio di Tasman nel 1642 o della scoperta
"ufficiale" da parte del Capitano Cook. Su questo argomento
sono stati pubblicati di recente diversi
studi,
tra i più conosciuti vi sono quelli di Roger Hervé (Découverte
fortuite de l’Australie et de la Nouvelle-Zélande par des
navigateurs portugais et espagnols entre 1521 et 1528,
Comité des travaux historiques et scientifiques, Paris,
Bibliothèque Nationale, 1982) e di Kenneth Gordon McIntyre
("The
Secret Discovery of Australia: Portuguese Ventures 250 Years
before Capt. Cook."
Sydney, Pan, 1977.).
Già
nelle mappe della fine del '400 compare infatti l'arcipelago
indonesiano (Java, Sumatra, Borneo, Celebes) e certamente
molti navigatori erano a conoscenza di una grande terra
inesplorata a sud, e lo stesso Marco Polo aveva parlato di
una grande isola a sud di Java, conosciuta dai
cinesi
e ricca di oro e conchiglie.
All'inizio del '500 i Portoghesi avevano inziato la
colonizzazione di quelle isole poco distanti dall'Australia,
che risultavano appartenere alla loro giurisdizione. Si
erano spinti fino a Java e la Malacca (1511) e Timor (1515),
avevano probabilmente già raggiunto le coste nord di una
grande terra sconosciuta. La
spedizione di Cristovao de Mendonca a
sud di Timor.è infatti del
1522. Il navigatore partì alla ricerca delle "Indie del
sud", citate in molti racconti di navigatori europei e
cinesi, e attraccò in quella che all'inizio gli parve una
grandissima isola. Al ritorno in Portogallo De Mendonca
tenne la scoperta segreta per evitare che potesse essere
sfruttata dagli spagnoli. La posizione della linea di
demarcazione tra Spagna e Portogallo nel Pacifico era
infatti ancora molto controversa.
Una
terra molto estesa chiamata "Grande Java", situata a sud di
Java e Sumatra, compare in molte
carte francesi del '500
che riportano nomi geografici portoghesi. Potrebbero essere
state tutte copiate dalla stessa carta originale forse
trafugata dal Portogallo dal vescovo Miguel De Silva. Egli
venne accusato di aver portato illegalmente fuori dal paese
documenti riservati, e anche le carte geografiche erano
considerate tali, perchè potevano fornire ad altre nazioni
informazioni importanti per le conquiste coloniali.

La carta
di Desliens del 1567. Il Nord è rappresentato in basso.
A quei
tempi infattii viaggi e le esplorazioni non venivano
intrapresi per sport, o per desiderio di conoscere.
L'importante era aprire nuove rotte e trovare terre
sfruttabili, spezie, metalli preziosi. ma quella "Terra
Australis recenter inventa" rimase per molto tempo
inesplorata perchè non offriva all'apparenza "altro che
coste aride, abitate pochi selvaggi in condizioni così
arretrate che non era possibile intendersi con loro neppur
vagamente" ("Storia delle Esplorazioni", di Ugo Dettore, Ist.
Geogr. De Agostini). L'Australia compare chiaramente nella
mappa di Cornelius De Jode del 1593 e in
mappamondi
dell'inizio del sec XVII, ma solo nel 1642 l'olandese
Abel Tasman
navigò a sud della Tasmania e della Nuova Olanda, l'attuale
Australia, scoprendo che questa terra non apparteneva al
mitico continente australe, ma era una grandissima isola.
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CORNELIUS DE JODE "Nova Guinea"
Tratta da "Speculum Orbis Terraum", Antwerp,
1593. |
MELCHISEDECH THEVENOT "Hollandia Nova", Paris,
1663. |