Libriccino che in qualche
modo è legato al mistero di Rennes-Le-Château.
Il piccolo testo
de:"LE SERPENT ROUGE. NOTES SUR SAINT GERMAIN DES PRES ET SAINT SULPICE DE
PARIS" è stato scritto in lingua francese nell'Ottobre del 1966 da tre autori:
Pierre Feugere, Louis Saint-Maxent e Gaston De Koker e pubblicato poi il 17 di Gennaio del
1967.
I tre autori del piccolo opuscolo morirono subito dopo la pubblicazione in
circostanze poco chiare anche se i tre casi di morte vennero archiviati come suicidi.
Questa conclusione è però poco soddisfacente dato che è quasi inverosimile
pensare che solo dopo tre mesi dall'uscita del loro libro tutti e tre gli autori avessero
avuto problemi così gravi, o così gravi e profondi squilibri, da spingerli a mettere in
atto quell'estremo gesto; non tutti e tre assieme comunque. |
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Qualcosa
doveva averli spinti alla morte.
Qualcuno in effetti ipotizzò che forse furono uccisi, condannati a morte da
qualche tribunale iniziatico perchè colpevoli di aver violato la regola del
"Silentium".
Ciò che avevano dato alle stampe forse non era tutta "farina del loro sacco",
come si dice da noi, ma bensì ciò che avevano racchiuso in quelle pagine, altro non era
che una trascrizione fedele di alcuni passi tratti da manoscritti segreti accessibili solo
da alcuni iniziati.
Tali scritti avrebbero dovuto restare nascosti alla massa ma con il loro lavoro (e proprio
grazie ad esso) tutti ora potevano prendere visione di quell'antico segreto, scritto
in modo oscuro, ma chiarissimo per chi sapeva leggere i simbolici significati.
Mettere mano a certi documenti di proprietà di qualche setta segreta non è certo
facile.
O i tre scrittori vi erano entrati in possesso "casualmente" (ma nulla
avviene per caso..) e fiutando il grosso affare letterario avevano trascritto e
epubblicato tali documenti, oppure, Pierre Feugere, Louis Saint-Maxent e Gaston De Koker,
altri non erano che membri essi stessi di una setta.
Comunque fosse pubblicando "LE SERPENT ROUGE. NOTES SUR SAINT GERMAIN DES PRES ET
SAINT SULPICE DE PARIS", i tre avevano involontariamente firmato anche la loro
condanna a morte.
Naturalmente queste sono conclusioni di alcuni espresse per cercare di dare una risposta
plausibile a quanto successe a loro dopo l'uscita del libro.
L'opuscolo in questione è composto
da n. 13 pagine; nelle prime 5 troviamo l' Avant-Propos, nelle altre vi sono le immagini
della Chiesa di Saint-Germain de Prés, delle tombe di re merovingi scoperte nella stessa
chiesa, della copertina di un opuscolo pubblicato nel 1861 "Gnomon
Astronomique", la genealogia merovingia, la Gallia del 511, la Gallia del 632 circa,
della Chiesa di S. Sulpice, la pianta della stessa Chiesa (ed il meridiano di Parigi) ed
il quartiere Saint-Germain del 1615 (anche qui vi è indicato il meridiano).
Seguono tredici strofe e ogni strofa corrisponde ad un segno dello zodiaco.
La tredicesima strofa, terz'ultima in ordine di apparizione, porta il nome
di Ofiuco o Serpentario.
Leggendo poi la descrizione degli interni della chiesa di Rennes-Le-Château ci si
accorge di quante analogie vi siano con il luogo descritto in questo testo e la chiesa
stessa.
Che cosa rivelerebbe di tanto grave
"Il Serpente Rosso", a parte le chiare analogie con la chiesa di Rennes-Le-Château, come vedremo nella pagina che segue?
Forse questo testo rappresenta la chiave di
lettura per svelare i segreti di Rennes?
O è una specie di mappa per arrivare al fantomatico tesoro che si ipotizza essere
nascosto in quei luoghi? Ma se il mistero è legato ad un tesoro di che tesoro si tratta?
Il mitico Santo Graal o il tesoro dei Catari o dei Templari?
Considerando le varie e strane morti
disseminate sulla strada che conduce alla chiesa di Rennes o attorno a questo libro, si
può affermare che cercare di capirci qualcosa, o averci a vuto a che fare qualcosa, sia
stato per tutti un grosso rischio.
L'abate Gélis, amico e
confidente di Saunière (personaggio principale delle vicende di Rennes-le-Château)
verrà ucciso e trovato con il cranio fracassato.
La sua tomba è orientata verso Rennes-le-Château e sulla stessa è impresso un simbolo
dei Rosa-Croce.
Gli autori del Il Serpente Rosso furono trovati impiccati.
La nipote di Marie Dénarnaud (amica e governante di Saunière) alla quale la Dénarnaud
aveva regalato dei gioielli, verrà trovata assassinata.
Questi gioielli provenivano da un'oreficeria visigota.
L'assassino verrà scoperto e fu accertato che era membro di una setta segreta.
Ma altri fatti strani, luttuosi e
misteriosi si susseguono.
Da molti anni si lavora sugli enigmi di
Rennes-Le Château e anche se
ancora non si è venuti a capo di nulla che sia veramente credibile e provato, cè
chi assicura che a Rennes sia nascosto il Graal, oppure che vi si nascondino sconvolgenti
segreti sul cristianesimo e sul Cristo stesso o, ancora, il favoloso tesoro dei Templari, o quello dei
Visigoti, o quello dei Catari, o la vera storia delle società
segrete, o il tesoro della corona francese....
Qualcuno sostiene che nella
chiesa di Rennes
l'Abate Saunière avesse veramente trovato il Graal o l'Arca dell'Alleanza; certi invece
sostengono che avesse trovato un luogo di culto segreto, considerato anche che, nelle
decorazioni della chiesa, vi sono molti simboli rosacrociani e alchemici che è difficile
trovare in altre chiese.
O forse il tesoro del Tempio di Salomone, trafugato dai romani il 70 d. C., e
riconquistato dai barbari quando saccheggiarono Roma, passato ai Visigoti e
successivamente ai Templari ?...
Nessuno ancora oggi ha dato una risposta
alle tante ipotesi, uno smentisce l'altro, ma nessuno è ancora riuscito a formulare
un'ipotesi suffragata dalle prove e dalla realtà dei fatti.
Il segreto rimarrà per sempre sepolto
in quelle terre francesi dove l'ultimo a scavare fu l'Abate Saunièr, dato che oggi non è
permesso, nemmeno ai residenti, di fare delle buche per piantare degli alberi?
Francamente ci auguriamo di no. Qualunque
cosa si nasconda dietro questa storia che resiste al tempo con il suo fascino fomentato
dal busines turistico, ci auguriamo che prima o poi venga risolto.
A titolo di curiosità riportiamo qui a
fianco il testo del Serpente Rosso lasciando a tutti voi la lettura e la formulazione di
ipotesi personali.


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L
E S E R P E N T R O U G E
di Pierre Feugere,
Louis Saint-Maxent, Gaston De Koker
(Le "x" che si vedono nel testo sono cancellature.)
PONTOISE - 17 GENNAIO 1967
Acquario
Come sono strani i
manoscritti di questo Amico, grande viaggiatore dell'incognito, essi mi sono apparsi
separatamente, tuttavia formano un tutto per colui che sa che i colori dell'arcobaleno
uniti danno l'elemento bianco, o per l'artista che sotto il suo pennello, fa dalle sei
tinte della sua tavolozza magica, sorgere il nero.
Pesci
Questo Amico, come
posso presentarvelo? Il suo nome resterà un mistero, ma il suo numero è quello di un
sigillo celebre. Come descrivervelo? Forse come il navigatore dell'arca imperitura,
impassibile come una colonna sulla sua roccia bianca, che guarda verso il mezzogiorno, al
di là della roccia nera.
Ariete
Durante il mio sofferto
pellegrinaggio, ho tentato di aprirmi con la spada una strada attraverso la vegetazione
inestricabile dei boschi. Avrei voluto arrivare alla dimora della Bella Addormentata in
cui certi poeti vedono la Regina di un regno scomparso. Alla disperazione di ritrovare il
cammino, le pergamene di questo Amico furono per me il Filo di Arianna.
Toro
Grazie a lui, ornai a
passo moderato e con sguardo su (rivolto verso l'alto), io posso scoprire le
sessantaquattro pietre disperse del cubo perfetto che i Fratelli della Bella del bosco
nero, sfuggendo all'inseguimento degli usurpatori, avevano seminato sulla strada quando
fuggirono dal Forte bianco.
Gemelli
Riunire le pietre
sparse, lavorare con la squadra ed il compasso per
rimetterle nell'ordine regolare, cercare la linea del meridiano che va da Orientea
Occidente, poi guardando dal Sud al Nord, infine in tutti i sensi per ottenere la
soluzione cercata, facendo sosta davanti alle quattordici pietre marcate con una croce. Il
cerchio era l'anello e corona, ed esso (era) il diadema di questa Regina del castello.
Cancro
Le lastre del pavimento
a mosaico del luogo sacro potevano essere
alternativamente bianche o nere, e Gesù, come Asmodeo,
sorvegliava i loro allineamenti. Il mio sguardo sembrava incapace
di vedere la cima dove dimorava nascosta la meravigliosa addormentata. Non era
stato Ercole con la potenza magica, come decifrare i misteriosi simboli impressi dagli
osservatori del passato. Nel santuario tuttavia l'acquasantiera, fontana d'amore dei
credenti che ridà il ricordo di queste parole: CON QUESTO SEGNO TU lo VINCERAI.
Leone
Di colei che io
desidero liberare, salgono verso di me gli effluvi del
profumo che impregnano il sepolcro. Una volta alcuni l'avevano chiamata: ISIDE,
regina delle sorgenti benefiche, VENITE A ME VOI TUTTI CHE SOFFRITE E CHE SIETE OPPRESSI E
IO VI DARO' SOLLIEVO, ALTRI MADDALENA, dal CELEBRE vaso colmo di balsamo guaritore.
Gli iniziati conoscono il suo vero nome: NOSTRA SIGNORA DES CROSS.
Vergine
Io ero come i pastori
del celebre pittore Poussin, perplesso davanti l'enigma: "ET IN ARCADIA EGO!".
La voce del sangue, vuole rendermi l'immagine di un passato ancestrale. Si, il lampo
del genio attraversa il mio pensiero, rivedo, comprendo! Io conosco ora questo
segreto favoloso. E meraviglia, al momento dei salti dei quattro cavalieri, gli
zoccoli di un cavallo avevano lasciato quattro impronte sulla pietra, ecco il segno
che DELACROIX aveva lasciato in uno dei tre dipinti della cappella degli Angeli. Ecco la
settima sentenza che una mano aveva tracciato:ESTRAIMI DAL FANGO, PERCHE' IO NON VI RESTI
AFFOSSATO. Due volte IS, imbalsamatrice e imbalsamata, vaso miracoloso
dell'eterna Dama Bianca delle Leggende.
Bilancia
Cominciato nelle
tenebre, il mio viaggio non poteva terminare che nella luce. Alla finestra della casa
diroccata contemplavo attraverso gli alberi spogli dell'autunno la vetta della montagna.
La croce di creta si distaccava sotto il sole del mezzogiorno, era la quattordicesima e la
più grande di tutte con i suoi 35 centimetri. Eccomi dunque a mia volta cavaliere
sul destriero divino che cavalcava l'abisso.
Scorpione
Visione celeste per
colui che mi ricordano le quattro opere di Em.
SIGNOL, intorno alla linea del Meridiano, nello stesso coro del santuario
da dove irradia questa sorgente d'amore degli uni per gli altri.
Io ruoto su me stesso passando con lo sguardo la rosa del P a quella dell'S,poi
dall'S al P. E le spirali nel mio spirito diventano un polipo mostruoso che espelle
il suo inchiostro. Le tenebre che assorbono la luce, ho un capogiro e porto la mia mano
sulla mia bocca, mordendo istintivamente il palmo, forse come OLIER nel suo feretro.
Maledizione,io comprendo la verità. E' il passaggio, ma egli stesso facendo il bene, come
xxxxxxxx QUELLO della tomba fiorita. Ma quanto hanno saccheggiato la casa, non lasciando
che cadaveri imbalsamati e numeri di metallo che non avevano potuto importare? Quale
strano mistero cela il nuovo Tempio di SALOMONE edificato dai bambini di Saint VINCENT?
Ofiuco o
Serpentario
Maledicendo i
profanatori nelle loro ceneri e coloro che vivono sulle loro tracce, uscendo dall'abisso
dove era stato tuffato, compiendo il gesto d'orrore: "Ecco la prova che del sigillo
di SALOMONE io conosco il segreto, che xxxxxxxx di questa REGINA ho visitato le dimore
nascoste". A questo, Amico Lettore, guardati di aggiungere o togliere uno iota ...
Medita, medita ancora, il vile piombo del mio scritto contiene forse l'oro più puro.
Sagittario
Ritornando allora alla
bianca collina, il cielo avendo aperte le sue cateratte, mi sembra di sentire vicino una
presenza, i piedi nell'acqua come colui che riceve il segno del battesimo.Ruotando ad est,
di fronte a me vidi srotolando senza fine i suoi anelli l'enorme SERPENTE ROSSO citato
dalle pergamene, salato e amaro, l'enorme bestia aizzata (scatenata) davanti i piedi di
questo monte bianco, rosso per la collera.
Capricorno
La mia emozione fu
grande, "ESTRAIMI DAL FANGO", dicevo, e il mio risveglio fu immediato. Ho omesso
di dirvi in effetti che questo era un sogno da me fatto questo 17 GENNAIO, festa di San
SULPICIO.
A seguito del mio turbamento persistente, ho voluto, dopo le riflessioni di
rito, riferirvi un racconto di PERRAULT. Ecco dunque Amico Lettore, nelle pagine che
seguono, il risultato di un sogno che mi aveva cullato nel mondo dallo strano all'ignoto.
A Colui che è il passaggio per fare il bene [o: A colui che sembra di fare il bene, o
ancora: A Colui che cessa di fare il bene(?)].
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