Rituali Massoneria

Funzioni dei rituali nella Massoneria

  

 

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Funzione dei rituali nella Massoneria

 Genericamente si designano "rituali" quelle azioni umane, realizzate consapevolmente in aderenza a moduli tradizionali, alle quali viene attribuito valore simbolico.

Poiché dobbiamo esaminare gli aspetti del rito dal punto di vista massonico, quindi in chiave esoterica, esso non può essere considerato come un semplice insieme di formule, d’espressioni solenni, di prescrizioni, di regole, d’atti meccanici, ma va penetrato nella sua essenzialità.

Nell'ottica del suo significato più profondo la caratteristica della ritualità massonica è il SIMBOLISMO.

 Il simbolo - cui la Massoneria attribuisce valore assoluto - è l’espressione di un linguaggio universale, ed è qualificato da una particolare prerogativa: in esso, l'elemento essenziale non è il segno, ma il significato inserito nel segno; quest'ultimo, solo ed esclusivamente dal significato trae valore e giustificazione.

I1 simbolo massonico in particolare riveste un suo specifico valore pregnante e condensativo, ed assume sempre una duplice funzione riassuntiva ed evocatoria.

Tutti gli studiosi d’esoterismo concordano nel sostenere che solo attraverso lo studio della forma simbolica è possibile accedere alla conoscenza delle verità d’ordine superiore: metafisiche, iniziatiche, religiose, magiche.

Unicamente attraverso il simbolismo può essere trasmessa la conoscenza dottrinale tradizionale, in quanto il simbolo è idea, e pertanto non individuale, ma infinito, universale.

 Esso è oggettività pura, che prescinde da inquinamenti ambientali e settari, esprimendo delle verità comuni a tutti gli uomini, solo che ne sappiano penetrare il recondito significato.

Si pone in una dimensione cosmica, rapportandosi sia al pensiero che alla natura dell'uomo, e rappresenta quindi la vera espressione dell’universalità.

Abbiamo definito la ritualità ed il simbolismo, suo fondamentale elemento caratterizzante; ma prima di delineare la collocazione funzionale dei rituali nella Loggia Massonica, ritengo utile accennare genericamente anche alla classificazione del concetto di rito operato dalla Scuola Sociologica Francese, e da Durkheim in particolare: pur nell'ambito di una più complessa suddivisione, dal punto di vista della funzione e del contenuto i riti si dividerebbero in "positivi" e "negativi".

I primi sono volti ad esaltare una relazione bilaterale tra sacro e profano,  basandosi sul principio della unificazione della vita sociale:. vedansi i così detti riti espiatori; sacrificali, totemici; mimetici (magia simpatica).

Tali riti vengono per altro configurati come una realizzazione sacrilega.

 Riti negativi per contro sarebbero quelli che realizzano uno stato di netta separazione tra il sacro ed il profano ad esempio, la discriminazione tra giorni festivi (sacri) da quelli comuni (profani); ovvero i comportamenti ascetici, che separano l'individuo dal resto del mondo.

 Tra i riti negativi vengono compresi - sempre dal punto di vista sociologico - anche le iniziazioni in genere , in quanto determinerebbero la separazione di alcuni individui dagli altri.

Più precisamente, i riti di iniziazione vengono qualificati come "riti di passaggio", in quanto si articolerebbero in tre fasi diverse e successive: fase della separazione dell'individuo dagli altri uomini; fase di "maturazione" di questo passaggio; ed in fine, "l'aggregazione?' al nuovo stato.

Aderendo a questa classificazione, già possiamo delineare una delle funzioni dei rituali nella Massoneria: il tramite strumentale che consente all'individuo di distinguersi ed elevarsi rispetto agli altri, e successivamente - con la ripetizione dei rituali stessi - di amalgamarsi all’Istituzione, per realizzare quei fini conseguibili solo attraverso la Loggia Massonica.

 Ognuno di noi, ad un certo momento della sua vita, ha sentito la necessità di evadere dagli schemi dell'esistenza quotidiana, caratterizzata da un complesso di funzioni e di attività variamente ordinato, il cui significato non viene colto: si mangia, si dorme, si lavora, si sente, si soffre ma per giungere a che? Subentra inevitabilmente un atteggiamento di scetticismo in ordine alla reale portata del significato e della finalizzazione delle nostre azioni quotidiane. A questo punto, insorge l'esigenza di una più profonda realizzazione; della ricerca di un aspetto più elevato del nostro vivere, ed il desiderio di conoscere i veri significati della vita, con l'aspirazione a sviluppare la nostra interiorità. In altri termini, ci si è resi conto che per riconoscere la nostra autentica essenza dobbiamo percorrere la via della ricerca spirituale.

 Ed allora abbiamo bussato alla porta del Tempio: quivi c’è stata indicata la via dello spirito, che abbiamo appreso non essere scienza, ma arte, la più elevata e sublime, quell'arte che trasforma in "Re" e "Sacerdote" - rispetto agli altri uomini - chi la pratica ed in essa si perfeziona, e per ciò definita ARTE REALE.

Ma come ogni arte richiede una tecnica per operare ed esprimersi, anche l'ARS REGIA necessita di un suo strumento operativo: i rituali appunto.

Si è detto che ritualità equivale ad azione, ma è azione che si diversifica dall'azione istintiva e da quella economica, in quanto non è destinata a soddisfare immediatamente istinti primario esigenze economiche: tali sodisfacimenti infatti rientrano negli schemi della vita ordinaria, e condanna l'uomo per i costanti rischi di fallimento e di insuccesso, conseguiti inevitabilmente alla precarietà dei mezzi atti a realizarli, ed ingenerando pertanto stati angosciosi di attesa, di ricerca, di non riuscita, di sconfitta.

 La ritualità ci salvaguarda dalla non disponibilità del reale e ci riscatta dalle cariche d’angoscia e d’incertezza che permeano la vita profana.

I rituali (si pensi all'apertura e chiusura dei lavori di Loggia) spezzano gli automatismi psicologici della vita quotidiana, ricostituiscono 1'equilibrio messo in crisi dalle emergenze d’alea ed angoscia, ed attribuiscono nuova fiducia al gruppo ed al simbolo.

Scrive Gorel Porciatti nella "Simbologia Massonica" che nessun rito è senza valore, e che - anche se compiuto macchinalmente - l'atto ritualistico ha la sua efficacia; il Massone ne è occultamente influenzato al punto da non giungere mai a comportarsi in Loggia come a qualsiasi altra riunione.

 I rituali - nella Massoneria - sono costituiti da una serie formale di atti e procedimenti di natura simbolica che implica di per sé un codice di comunicazione sociale, in quanto queste espressioni simboliche si incentrano nella costruzione del Tempio di Salomone.

 L'io individuale, con tutti i suoi egoismi, si spersonalizza e subentra un sentimento di compartecipazione: ci si sente con gli altri uguali e fratelli.

I rituali costituiscono un mezzo comunicativo primario, poiché rendono operante il simbolo, sprigionandone quindi tutta l'essenza e l'universalità, e facendo vivere in ciascuno di tutti di noi l'essenza dello psicodramma che descrivono.

Ogni passo, "ogni gesto, ogni parola è un richiamo: vengono risvegliate le energie latenti dell'incoscio; risulta favorita la concentrazione simultanea; la mente di ognuno sconfina in uno stato di abbandono della coscienza normale, e da quelle parole, da quelle idee, da quei gesti, anche se ripetuti e

non razionalmente compresi, si sprigiona una particolare energia psicologica che determina quella nota circolazione di fluidi che tutti beneficamente avvolge.

 Un grande iniziato (Emilio Servadio) ebbe a dire che la semplice presenza, il semplice sentirsi accompagnati e per dir così sorretti dai nostri abituali simboli, ogni volta che ci accingiamo a lavorare insieme, è già tale da creare uno specifico clima d’operosità massonica, ineffabile ed intraducibile.

 In sintesi, è la ritualità che detemina la saldatura degli spiriti e consente la magia della "Catena d'Unione".

 L'utilità dei rituali può anche non essere avvertita immediatamente, ma non v'è dubbio che si deposita nel nostro subconscio: ed inevitabilmente. prima o poi, ne emergerà 1'efficacia.

 È stato scritto che l'esercizio di una prassi cerimoniale, anche per mezzo della semplice abitudine, crea perfino la seconda natura.

L'efficacia dei rituali non si esaurisce nella catena empirica delle cause e degli effetti; essa non si manifesta per vie squisitamente naturali, in quanto non costituiscono la pratica tecnica, ma tendono attraverso la ripetizione ed il simbolo a realizzare la natura più vera dell'uomo, rendendolo consapevole della sua partecipazione all'umanità e della sua discendenza divina; inoltre, soddisfano in lui le esigenze di un occasionale isolamento dalla vita quotidiana, per prendere contatto con ciò che è più essenziale.

I Fratelli in Loggia - attraverso i rituali - sentono profondamente di essere membri di una stessa Comunione, ed avvertono consapevolmente il vincolo che li unisce.

Ognuno si sente riscattato dalla sua insignificanza e casualità. Sempre, con la ripetizione di 'un gesto, di una frase, di un rito, qualcosa di nuovo si verifica.

 Poiché alla Massoneria non si accede per imposizione, nella Loggia la coesione può contare sull'affetto che gli iniziati sentono reciprocamente. Ma tale coesione - che quanto è più intensa tanto più rafforza la Loggia - si forma e si sviluppa con il frequentarsi assiduamente, con il conoscersi, con il lavorare ritualmente insieme e spesso: tutti indistintamente i Fratelli di Loggia sono protagonisti del lavoro muratorio rituale.

 Vorrei anche aggiungere che tutti i segni. i toccamenti, le parole ed i riti che la Massoneria conosce per ogni suo grado debbono essere considerati come strumenti magici intesi ad attirare nel corpo e nel gruppo speciali influenze occulte ed a determinare e mantenere il risveglio iniziatico. La Massoneria Islamica usa l'espressione "per rendere vivente il corpo.

Ultima considerazione; se l'Arte si trasmette con l’Iniziazione rituale, è col silenzio che la si conserva.

La divulgazione dei Rituali determina inevitabilmente la loro deformazione; il non iniziato non deve usare gli stessi segni o pronunciare le stesse formule, ne indebolirebbe l'efficacia. 1 rituali vanno difesi dalla Volgarizzazione.

 La disposizione della loggia o Tempio Massonico, varia secondo i Riti e i Gradi ma esistono regole assolutamente obbligatorie da osservare: la Loggia, di forma rettangolare. rappresenta il cammino che conduce dall'Occidente all'Oriente, cioè "verso la Luce": il Trono del Venerabile all'Oriente, il suo !aro destro indica il Mezzogiorno. il lato sinistro il Settentrione.

II soffitto (lei tempio, in forma di volta. rappresenta il cielo stellato.

Infatti il Tempio simbolizza il Cosmo: ecco perchè è proibito ai :Massoni di darne le dimensioni (debbono rispondere: "la sua lunghezza va dall'Occidente all'Oriente, la sua larghezza dal Settentrione al Meridione, la sua altezza dal Nadir allo Zenit.

Il nome stesso di Loggia, deriva etimologicamente dalla radice d’origine Indo-ariana, Ionke, iodke, in altre parole luogo del Cosmo, un luogo preciso, spazio ben indicato e precisato, in un punto dell'Universo.

La Loggia di Apprendista Libero Muratore è composta di tre "appartamenti": la Sala dei Passi Perduti. il Gabinetto di Riflessione, il Tempio.

La Sala dei Passi Perduti non ha lana particolare decorazione, su di essa da la porta del Tempio. e ad una sua parete è esposta la Bolla di Fondazione della Loggia emessa Grande Oriente.

I1 Gabinetto di Riflessione è una piccola stanza tappezzata di nero con emblemi di morre: i simboli e gli arredi in esso contenuti sono illustrati nella piantina allegata in figura assieme al quadro che lo rappresenta.

I1 Tempio, è decorato in azzurro. è di forma rettangolare con un'unica porta di ingresso che viene considerata orientata ad Occidente.

Ai lati della porta, al centro della parete d'Occidente del Tempio sono due colonne: a destra una colonna corinzia con incisa nel fusto la lettera "J" che sostiene sul capitello tre melagrane dischiuse: a sinistra una colonna dorica con incisa sul fusto la lettera "B" che sostiene sul capitello un globo terraqueo. Sulla stessa parete all'estrema destra la statua di Venere: all'estrema sinistra la statua d’Ercole.

Per il 2' Sorvegliante tra la Colonna "J" e la statua di Venere, è un seggio posto su di un gradino con un altare di forma triangolare sul quale sono posti: un Maglietto. un lume a una luce. una colonnina mobile di ordine corinzio, il collare della dignità con la perpendicolare per gioiello, il rituale dei lavori e una spada vicino al seggio posta in una basetta di supporto.

Per il 1' Sorvegliante tra !a Colonna "B" e la statua di Ercole, è un seggio posto su due gradini con un altare di forma triangolare sul quale sono posti: un maglietto, un lume a due luci, una colonnina mobile di ordine ionico, il collare della dignità con la livella per gioiello, il rituale dei lavori, una spada vicino al seggio posta in una basetta di supporto.

Gli scanni dei Fratelli sono posti, in senso longitudinale, in doppia fila. lungo le pareti del Settentrione e del Meridione.

Gli .apprendisti prendono costo nella prima fila della Colonna del Settentrione.

I Compagni prendono posto nella prima fila della Colonna dei Meridione.

I Maestri prendono poso nella seconda fila; leggii scanni de! Meridione e del Settentrione.

Posti particolari sono assegnati ad altri Fratelli, secondo i vari incarichi in Loggia. per come indicato nella pianta del Tempio.

Lungo dette pareti sono disposte simmetricamente 12 colonne (sei a Settentrione e sei a :Meridione). che sostengono simbolicamente la volta del cielo, rappresentato nel soffitto dipinto di azzurro e cosparso di stelle secondo uno schema zodiacale.

Intorno alle pareti del Tempio corre un cordone di color rosso, appoggiato alle 12 colonne, formante sette nodi d'amore (il meridiano dei quali è al centro nella parete d'Oriente) le cui estremità terminano con fiocchi legati: alle colonne "J" e "B".

Una parte dell'esedra appare incompleta.

La parte più importante del Tempio è l'Oriente dove siede il Maestro Venerabile.

Vi é una prima rampa di tre gradini che da accesso ad un podio dove sono i posti dell'Oratore, del Segretario e quello dei visitatori più illustri.

Collocato su altri quattro gradini, al centro, è il trono del Venerabile e davanti ad esso un'Ara Triangolare coperta da un tappeto azzurro sulla quale sono collocati: un Maglietto, un lume a tre luci. una colonnina ionica mobile, una squadra, la Spada Fiammeggiante, il  Libro delle Costituzioni, quello dei Regolamenti di Loggia insieme ai Rituali ed infine per gli usi previsti dal cerimoniale, il Collare della Dignità con !a Squadra per .gioiello.

il Trono del Venerabile è coperto da un baldacchino di velluto rosso con frange in nero sul battente dei quale é ricamato in oro e a grandi lettere il simbolo iniziatico:

A:. G:. D:. G:. A:. D:. U:.

Sotto questo baldacchino più in alto del Trono del Venerabile è un Triangolo luminoso con la scritta in ebraico del Santissimo Nome del G:. A:. D:. U:.  (in alternativa se il Triangolo. invece dei Santo Nome porta un Occhio destro. si aggiunge più sopra la Stella Fiammeggiante con la lettera "G" in mezzo).

Completano la parete d'Oriente i seguenti arredi. simmetricamente al Trono del Venerabile: 

-          -          a settentrione. !a Bandiera nazionale, un trasparente luminoso con il Sole. la statua di Minerva;

-          -          al meridione. un trasparente luminoso con la Luna crescente (in posizione diversa da quella astronomica), il Labaro di Loggia.

Ai lati del Trono, sui podio, vi sono due tavoli:

-          -          uno per l'Oratore a Settentrione,

-          -          l'altro per il Segretario a Meridione.

Al centro sul limitare dell'accesso al podio dell'Oriente c'è l'Ara dei Giuramenti. coperta da un tappeto azzurro, su di essa sono: il Libro della Legge Sacra, la Squadra ed il Compasso ritualmente disposto, ed un candelabro a sette luci (Hamenorà).

Sul lato dell'ara rivolto ad Occidente sono poste le parole "Libertà - Uguaglianza - Fratellanza"

in terra, vicino all'Ara. e simmetricamente ai piedi del Trono, sono collocati:

-          -          dal lato degli Apprendisti (Settentrione): una pietra grezza, un filo a piombo o perpendicolare, un mazzuolo, uno scalpello:

-          -          dal lato simmetrico dei Compagni (.Mezzogiorno) sono collocati: una pietra cubica sormontata da una piramide, una livella, un regolo e una leva.

Verso il centro sono collocati: una tavola da tracciare, una squadra e una cazzuola.

I1 pavimento, al di fuori del podio posto all'Oriente è a grosse piastrelle bianche e nere poste a scacchiera.

Al centro dei Tempio tre luci obbligatorie a fiamma viva. collocate ciascuna su un alto candelabro. disposte a Triangolo al centro del Tempio. in mezzo alle quali ritualmente viene posto il 'Quadro di Loggia'.

Un'altra Luce rituale. posta come !e tre prima menzionate, è il Testimone che viene accesa sul podio al limite del  suo ingresso.

Per le sistemazioni descritte ed altre ulteriori di Fratelli ed oggetti rituali tedi l'allegata planimetria del Tempio

 

ISTRUZIONI PER IL GRADO D'APPRENDISTA

 

.           L'apprendista nel tempio non ha diritto di parola

 

Età : Tre anni.

 Ora di apertura : Mezzogiorno in punto.

 Ora di chiusura : Mezzanotte in punto.

 

Batteria :  * * *   

Battere sempre le dita della mano destra sul palmo della  mano sinistra dall'alto verso il basso.

 Batteria di giubilo : * * *     * * *      * * * Come la batteria semplice, ripetuta tre volte.con colpi brevi e secchi

 

Batteria funebre :  * * *     * * *    * * *

A braccia conserte destro sul sinistro. battere contemporaneamente le palme delle mani sulla parte superiore delle braccia.

 

Parola Sacra : B . . Z.

 

Parola di Passo : Nessuna.

 

Parola Semestrale : Gli viene comunicata nel Tempio in forma rituale.

 

Ordine: Stando in piedi. portare a piatto la mano destra sotto la gola. le quattro dita unite, il pollice distaccato a norma di squadra appoggiato sulla iugulare destra e il braccio teso orizzontalmente.

Braccio sinistro. mano con pollice a squadra. pendente lungo i1 fianco. Piedi a squadra. a 90°.

 

Segno: Stando all'Ordine ritirare la mano destra orizzontalmente facendola  cadere ungo il fianco.

 

Passi :  Stando all'Ordine porsi tra le colonne e fare, partendo con il piede sinistro, tre passi in linea retta. ricongiungendo a ciascun passo i piedi a squadra, senza battere i tacchi.

 

Toccamento :   Destra con destra. tre leggere pressioni esercitate con il pollice sulla prima falange dell'indice dei Fratello.

 

ORDINE DEI LAVORI

 

1)      1)      Istruzioni del Grado: un ora prima dell'apertura rituale dei lavori è compito precipuo dei Sorveglianti impartire in locale adatto le istruzioni ai fratelli: 2° Sorvegliante agli Apprendisti. 1° Sorvegliante ai Compagni ed ai neo Maestri.Firma del registro delle presenze. (posto fuori dal Tempio) e giustificazione delle assenze.

2)      2)      Attesa ordinata nella Sala dei Passi Perduti. ove i Fratelli vengono "allineati" dal l' Esperto.

3)      3)      Entrata nel Tempio del Maestro delle Cerimonie per il compimento di quanto gli compete (accensione dei Testimone con il Fuoco portogli dal Maestro Venerabile: combustione dell'incenso é avvio della musica di ingresso).

4)      4)      Ingresso rituale.

5)      5)      Apertura dei Lavori.

6)      6)      Lettura della Tavola Architettonica tracciata nella precedente

7)      7)      Tornata.

8)      8)      Collocazione o tracciamento del "Quadro di Loggia".

9)      9)       Ricevimento dei Fratelli visitatori. (Se non sono entrati con i Fratelli di Loggia).

10)  10)   Svolgimento dell'ordine del giorno.

11)  11)   Ricreazione ripresa dei Lavori.

12)  12)   Esame delle domande di iniziazione, di affiliazione ecc. ed eventuali votazioni.

13)  13)  Chiusura dei Lavori.

14)  14)  Maestro delle Cerimonie dopo aver spento le Tre Luci, toglie (o distrugge) il "Quadro di Loggia".

        15)  Uscita rituale dal Tempio, con eventuale supporto musicale.

INGRESS0 RITUALE NEL TEMPIO

 

Il Maestro delle Cerimonie ponendosi alla testa dei corteo dei Fratelli li conduce nel Tempio deambulando in senso ORARIO facendo loro compiere un giro passando da Settentrione ad Oriente. indi a Meridione. infine ad Occidente.

Seguono il Maestro delle Cerimonie - nell'ordine: gli Apprendisti, i Compagni. i Maestri. gli Ufficiali (preceduti dal 1' e 2' Diacono), i Dignitari (Tesoriere, Segretario. Oratore) l'ex Maestro Venerabile e le Tre Luci (2' Sorvegliante. I° Sorvegliante e Maestro Venerabile).

Compiuto un giro prendono posto nella Colonna di Settentrione gli Apprendisti, poi nella Colonna di Meridione i Compagni, quindi nelle due Colonne, in modo che risultino equilibrate per numero di Fratelli. i Maestri. infine gli Ufficiali e i Dignitari. Tutti i Fratelli restano in piedi non all'ordine fino a che il Maestro Venerabile. raggiunto il suo Posto dice: "Fratelli. sedete".

L'ingresso viene effettuato facendo la "squadratura" del Tempio che consiste nel procedere ritmicamente, in linea retta secondo i lati del Tempio. con conversione a squadra in due tempi in, corrispondenza degli angoli.

Durante i lavori i Fratelli chiamati a muoversi nel Tempio per l'adempimento delle loro funzioni deambulano in senso ANTIORARIO.

Il Fratello che viene fatto entrare nel Tempio prima che sia stato posto il Quadro di Loggia, compie la squadratura. guidato dal Maestro delle Cerimonie.

Se invece entra dopo. lo farà con i passi rituali.

Durante i Lavori. il Maestro Venerabile, il 1° ed i1 2° Sorvegliante non lasceranno

mai il Maglietto che terranno sempre sul. cuore. Il Fratello Copritore Interno impugna

la spada con la mano sinistra.

1 Fratelli durante i Lavori siedono senza rigidità muscolare, in posizione eretta, con le palme delle mani appoggiate sulle cosce ed i piedi leggermente distanziati e paralleli (posizione detta del Faraone).

Il Fratello Maestro delle Cerimonie impugna l'Asta (di 144cm.) con le due mani: con la sinistra poco al di sotto del centro e la destra poco al di sopra. Solo nella marcia di uscita la posizione delle mani è invertita.

I Diaconi impugnano l'Asta (di 72 cm.) con la mano sinistra. tenendola verticalmente appoggiata alla coscia sinistra.

Quando i Frateìli sono chiamati a giurare il "Segreto sui Lavori compiuti", eseguono stendendo il braccio sinistro in avanti. verso il Quadro di Loggia. stando nella posizione all'Ordine e pronunciando a chiara voce : "Lo giuro''.

 

 

APERTURA DEI LAVORI

 

 

I1 Tempio è in penombra

La colonnina (ordine dorico) del Maestro Venerabile è alzata e così resta per tutta la durata dei Lavori: quella del 1' Sorvegliante (ordine ionico) è abbassata; quella del 2' Sorvegliante (ordine corinzio) alzata.

Dopo l'ingresso rituale nel Tempio e prima di invitare i Fratelli a sedere, il Maestro Venerabile indossa il collare della dignità. imitato all'unisono da tutti gli altri Dignitari ed Ufficiali di Loggia.

Lui solo si copre il capo. quindi dice: "Fratelli sedete".

Cessata la musica e nel silenzio più assoluto - rimanendo seduto - con la mano destra prende il maglietto contemporaneamente al 1° ed al 2° Sorvegliante e appoggiandolo al cuore dice:

 

* * * * *

 

M. Ven.           - Fratelli assistetemi ad aprire i lavori.

                        - Fratello 1° Sorvegliante. quale è il primo dovere di un sorvegliante in Loggia

 

1° Sorv.           - Il primo dovere è quello di assicurarsi che il Tempio sia debitamente coperto.

 

M. Veri.           - Assicuratevene, Fratello mio.

 

1° Sorv.           - Fratello Copritore Interno, fate il vostro dovere.

 

* * * * *

 

Il Copritore Interno, spada in pugno, batte tre colpi sulla porta. ai quali risponde, con ugual numero di colpi il Copritore Esterno. In mancanza del Copritore Esterno, Il Copritore Interno, assicuratosi che non vi siano altri Fratelli nella Sala dei Passi Perduti. chiude la porta del Tempio e depone la chiave sul Tavolo del 1° Sorvegliante. Nelle tornate in cui si celebrano delle iniziazióni, la chiave viene data' in custodia al 2° Sorvegliante.

 

* * * * *

 

Copr. Int.         - Fratello 1° Sorvegliante il Tempio è debitamente coperto.

 

1° Sorv.           - Maestro Venerabile, il Tempio è debitamente coperto.

 

M. Ven.           - Fratello 1° Sorvegliante, qual'è il secondo dovere      dei Sorveglianti in Loggia ?

 

1° Sorv.           - E' quello di assicurarsi che tutti i presenti siano Fratelli Liberi Muratori.

 

M. Ven.           - Assicuratevene. Fratelli 1° e 2° Sorvegliante

 

1° Sorv.           - Fratelli, in piedi.

 

* * * * *

 

I Fratelli delle Colonne si alzano volgendo il capo all'Oriente e si pongono all'Ordine e di mano in mano che i Sorveglianti. percorrendo le proprie Colonne in senso antiorario. si soffermano davanti a loro che danno il Segno. I Sorveglianti riprendono infine i loro posti. restando in piedi.

 

2° Sorv.           - Fratello 1° Sorvegliante, tutti coloro che compongono la Colonna di Settentrione    

                          sono Liberi Muratori.

      

1°Sorv.            - Maestro Venerabile, dai segni che danno, riconosco tutti coloro che compongono le   

                          due Colonne Liberi Muratori.

 

* * * * *

 

Il Maestro Venerabile si alza e con lui i Fratelli che siedono all'Oriente, mettendosi all' Ordine.

 

* * * * *

 

M; Ven.           - Per coloro che siedono all'Oriente, rispondo io. -  (Batte un colpo di Maglietto).

 

 

 

M. Ven.           - Fratelli tutti, sedete.  -  Fratello 2° Sorvegliante, qual'è il dovere del Copritore

                          Esterno.

 

2° Sorv.           - Allontanare i profani e partecipare alla preparazione dei candidati.

 

M. Ven.           - Fratello 1° Sorvegliante, qual'è il dovere del Copritore Interno ?

 

1° Sorv.           - Ammettere i Liberi Muratori, ricevere i candidati       e obbedire agli ordini del Maestro

                          Venerabile, del 1° e del 2° Sorvegliante

 

M. Vena          - Fratello 1° Sorvegliante, qual'è il dovere del 2° Diacono ?

 

1° Sv.              - Stare alla destra del 1° Sorvegliante e portare gli ordini del Maestro Venerabile dal

                          1° al 2° Sorvegliante.

 

M. Ven.           - Fratello 1° Sorvegliante, qual'è il dovere del 1° Diacono ?

 

1° Sorv.           - Stare alla destra del Maestro Venerabile, portare i suoi ordini al 1° Sorvegliante e

                          agli altri Dignitari e Ufficiali, qualora occorra: attendere i messaggi del 2° Diacono.

 

M. Ven.           - Fratello 2° Sorvegliante, qual'è il vostro dovere?

 

2° Sorv.           - Stando a Meridione, osservare il Sole al suo meridiano, chiamare i Fratelli dal

                          lavoro alla ricreazione e dalla ricreazione al Lavoro

 

M. Ven.           - Fratello 1° Sorvegliante, qual'è il vostro dovere?

 

1° Sorv.           - Stando all'Occidente, osservare il corso del Sole e chiudere il Tempio secondo.

                          l'ordine del Maestro Venerabile, dopo aver accertato che ogni Operaio

                          abbia avuto ciò che gli è dovuto.

 

M. Ven.           - Fratello 1° Sorvegliante, perché il Maestro Venerabile siede all'Oriente ?

 

 

1° Sorv.           - Come il Sole, apparendo ad Oriente per dare inizio al giorno, illumina la Terra, così

                           il Maestro Venerabile, sedendo all'Oriente per dirigere i Lavori, istruisce i Fratelli   

                           con i1 Lume della propria Scienza Muratoria.

           

M. Ven.           - Fratello 1° Sorvegliante, a che ora gli Apprendisti Liberi Muratori hanno

                          consuetudine di aprire i Lavori ?

 

1° Sorv.          - A mezzogiorno, Maestro Venerabile.

 

M. Ve n.          - Fratello 2° Sorvegliante, che ora è ?

 

2° Sorv.          - Mezzogiorno in punto.

 

M., Ven.          - Fratello 1° Sorvegliante, qual'è 1a vostra età muratoria in Grado di Apprendista

 

1° Sorv.           - Tre anni.

 

M. Ven.           - Fratello 1° Sorvegliante a quale scopo ci riuniamo?

1° Sorv.           - Per edificare Templi alla Virtù, scavare oscure e profonde prigioni al Vizio e  

                          lavorare al bene e al progresso dell'Umanità.

 

M. Ven.           - (Batte un colpo di Maglietto) - Fratelli, in piedi all'Ordine.

 

* * * * *

 

Il Maestro Venerabile  batte un colpo di Maglietto e si alza assieme ai Fratelli ai quali ha ordinato di stare all’ordine.

Il Maestro delle Cerimonie si reca dal 1' Sorvegliante e lo accompagna precedendolo all'Altare.

Il l' Sorvegliante, giunto all'Altare, apre il libro della Legge Sacra alla pagina del Vangelo di San Giovanni e vi sovrappone il Compasso e la Squadra, quindi si gira per tornare al suo posto, sempre preceduto dal Maestro delle Cerimonie.

Accompagnato il 1* Sorvegliante, il Maestro delle Cerimonie ritorna al proprio posto.

 

* * * * *

 

M. Ven.           - Fratelli sedete. - (Batte un colpo di Maglietto)

 

(PAUSA)

                        - Fratelli 1° e 2° Sorveglianti, giacchè in grazia dell'ora e dell'età è ormai tempo di   

                          aprire i nostri Architettonici Lavori, avvertite i Fratelli delle vostre Colonne che, 

                          nel corso dei medesimi, non è più permesso ad alcuno di passare dall'una all'altra

                          Colonna e di intrattenersi in questioni di politica e di religione. Non è inoltre 

                          permesso ad alcuno di coprire i1 Tempio senza che ciò gli venga consentito.

                          Tutto, in questo Tempio, deve essere serenità, senno, benefizio e giubilo.

 

 

1.° Sorv.          - Fratelli della Colonna del Meridione, giacché in grazia dell'ora e dell'età è tempo di

                          aprire i nostri ..~~hitettonici Lavori, vi avverto che, nel corso dei medesimi, non più

                          permesso ad alcuno di passare dall'una all'altra Colonna e di intrattenersi in

                          questioni di politica e di religione. Non è inoltre permessa ad alcuno di coprire il

                          Tempio senza che ciò gli venga consentito. Tutto in questo Tempio, deve essere

                           serenità, senno, benefizio e giubilo.

 

 

2° Sorv.           - Fratelli della Colonna del Settentrione, giacché in grazia dell'ora e dell'età è tempo 

                          di aprire i nostri Architettonici Lavori, vi avverto che, nel corso dei medesimi, non

                          è più permesso ad *alcuno di passare dall'una all'altra Colonna e di intrattenersi in

                          questioni di. politica e di religione. Non è inotre permesso ad alcuno di coprire il

                          Tempio senza che ciò gli venga consentito. Tutto in questo Tempio, deve essere

                          serenità, senno, benefizio e Giubilo.

 

 

M. Ven. .         - (Batte un colpo di Maglietto) - Fratelli in piedi all'Ordine.

 

(PAUSA)

                       - Alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo in nome della Massoneria

                         Universale, sotto gli auspici del Grande Oriente Scozzese d'Italia - Comunione

                          di Piazza del Gesù, per i poteri a me conferiti. dichiaro aperti i Lavori in Grado  

                          d’Apprendista di questa Rispettabile Loggia  N° ………. all'Ori.ente. di ……..          

                          ………………………………………..Valle del  ……………………………….

                      - (Batte tre colpi di Maglietto)

-         -          

1° Sorv.          - (Batte tre colpi di Maglietto e alza la colonnina)

 

 

2° Sorv.           - (Batte tre colpi di Maglietto e abbassa la Colonnina)

 

* * * * *

Il Maestro Venerabile. il 1' e il 2' Sorvegliante scendono dai loro Scanni - e si avvicinano ai candelabri posti al centro del Tempio - il Maestro delle Cerimonie porge la fiamma (ossia un candelino acceso dalla fiamma del Testimone) al Maestro Venerabile che accende la prima torcia dicendo:

Che la Sapienza illumini il nostro Lavoro

 

Il Maestro Venerabile passa la fiamma al 1° Sorvegliante che accende la seconda torcia dicendo:

Che la forza lo renda saldo.

 

Il 1° Sorvegliante passa la fiamma al 2° Sorvegliante. che accende la terza torcia. dicendo:

Che la bellezza lo irradi e lo compia.

 

L’Ex Venerabile conclude (O in assenza dell'ex Venerabile l'Oratore)

Per il bene dell'Umanità e alla Gloria del Grande Architetto dell'Universo.

 

A questo punto il Maestro delle Cerimonie spegne il Candelino e procede alla completa accensione del!e luci del Tempio che in precedenza, come annotato, era in penombra.

ll Maestro Veneratile e i Sorveglianti riprendono i loro posti.

 

* * * * *

M. Ven.           - A me Fratelli per il Segno e per la Batteria ( ° ° ° ).  Fratelli sedete.

                         (Batte un colpo di Maglietto)

                       - Fratello Segretario, vi prego di leggere la Tavola Architettonica         tracciata nella   

                          precedente Tornata.

 

* * * * *

Il Segretario legge la Tavola dei lavori precedenti. disegnata sul registro regolare.

L'atto della redazione comincia:

A.G.D.G.A.D.U.  In nome di San Giovanni di Scozia e sotto gli auspici della Serenissima Gran Loggia           Nazionale del GRANDE ORIENTE SCOZZESE D'ITALIA Comunione di Piazza del Gesù" oggi (e qui si metta la data massonica e La volgare) La R.L. ………………..       sotto il titolo distintivo di                           all'Or. di                         si è regolarmente riunita per convocazione ordinaria (o straordinaria) sotto il punto geometrico noto ai soli figli della Vedova

(qui si dirà il nome dei Dignitari e degli Ufficiali titolari presenti e quello dei supplenti.

nonché quello di tutti i fratelli intervenuti all'assemblea).

Indi: il Venerabile. dopo aver provveduto alla sicurezza del Tempio, apre i lavori in Grado di  . . . . . . . .

Qui l’esposizione articolata dei lavori. Si comincia col menzionare la lettura fatta della tavola degli ultimi lavori e l'approvazione della Loggia, dietro le conclusioni dell'Oratore.

Quindi si parla delle ricerche fatte dall'Esperto nella via smarrita, dei visitatori ritrovati, delle precauzioni prese per verificare le loro qualità massoniche e degli onori ad essi impartiti. Seguono i lavori di ricezione se ve ne furono. circolazione del sacco delle proposizioni, risultati, discussioni, scrutini: tronco della Vedova, mozioni intorno al bene generale dell'Ordine Massonico e della Loggia in particolare, appello ai Fratelli. menzione dei mancanti

senza giusta causa, catechismo, ecc. Sempreché si trascriva una deliberazione, il periodo

finisce così:

Deliberato in Loggia sedente alla unanimità (o maggioranza) di voti in questo giorno in pieno meriggio. La Tavola termina con quest'ultimo periodo: il Venerabile. Pagati e rinviati contenti gli operai, previe le invocazioni e batterie usitate. ha chiuso i lavori a mezzanotte piena.

La Tavola. udite le conclusioni dell'Oratore e con la sanzione della Loggia è sottoscritta dalle tre Luci, dall'Oratore medesimo e dal Segretario, ovvero da quei Fratelli che si trovino ad esercitare le funzioni interine di tali cariche.

 

Il Segretario legge stando in piedi, salvo contraria disposizione.

 

Al termine:

 

M. Veri.           - Fratelli 1° e 2° sorveglianti, avvertite i Fratelli delle vostre Colonne che, se non   

                          trovassero il tenore della Tavola in conformità col disegno tracciato nella 

                          precedente Tornata o se avessero osservazioni da fare, 1a parola è concessa.

 

1° Sorv.           - Fratelli della colonna del Meridione, se qualcuno non trovasse il tenore della Tavola

                          in conformità col disegno tracciato nella precedente Tornata o avesse osservazioni

                          da fare può chiedere la parola.

 

 

2° Sorv.           - Fratelli della Colonna di Settentrione, se qualcuno non trovasse il tenore della

                          Tavola in conformità col disegno tracciato nella precedente Tornata o avesse

                          osservazioni da fare può chiedere la parola.

 

 

RICHIESTA DI PAROLA

 

La parola può essere richiesta solo nei momenti in cui il Maestro Venerabile ha annunciato che i Fratelli possono richiederla. Viene effettuata la richiesta alzando la mano sinistra aperta con le quattro dita unite e il pollice a squadra. palmo in avanti all'altezza della spalla.

Durante i lavori in grado di. Apprendista i Fratelli che siedono nella Colonna di Meridione fanno richiesta al I' Sorvegliante, quelli della colonna di Settentrione ai 2' Sorvegliante; i Sorveglianti con un leggero inchino della testa fan capire al Fratello che hanno preso atto della richiesta. ed al momento opportuno comunicano (battendo un colpo di maglietto) la richiesta avanzata. al Maestro Venerabile, il quale risponde direttamente all'interessato. I Sorveglianti, l'Oratore ed il Segretario richiedono la parola direttamente al Maestro Venerabile così come fanno tutti i Fratelli che siedono all'Oriente.

Durante lo svolgimento dei Lavori in Grado di Compagno si osservano identiche modalità mentre quando la Loggia lavora in terzo Grado i Fratelli Maestri tutti chiedono la parola direttamente . al.. Venerabilissimo.

Terminate le eventuali osservazioni e dopo che il Segretario ha preso nota delle correzioni da citare nella Tavola Architettonica della Tornata in corso, quando nessuno più chiede la parola:

 

2° Sorv.           - Fratello 1° Sorvegliante, la mia Colonna tace.

 

1° Sorv.           - Maestro Venerabile, le Colonne tacciono.

 

M. Ven.           - Fratello Oratore, vi prego di darci le vostre conclusioni.

 

Orat.               - Propongo che la Tavola Architettonica venga posta ai voti per l'approvazione.

 

 

M. Ven.           - I Fratelli che approvano la Tavola Architettonica       alzino la mano al colpo del mio  

                          Maglietto.

 

Batte un colpo di Maglietto

 

I Fratelli votano alzando la mano sinistra e facendola ricadere a piatto sulla coscia.

 

M. Ven.           - Fratello Segretario annotate che la tavola è approvata all'unanimità (oppure a      

                          maggioranza).

 

Il Maestro delle Cerimonie porta al Maestro Venerabile e successivamente all'Oratore la Tavola per la firma; poi la riconsegna al Segretario che vi appone la propria.

 

Il Maestro delle Cerimonie depone o traccia al centro del Tempio. fra i tre candelabri. il Quadro di Loggia, premendo con la punta dell'Asta, il centro del Quadro stesso.

 

M: Ven.       - Fratello Maestro delle Cerimonie, osservate se nella Sala dei Passi Perduti vi sia  

                      qualche Fratello che chiede di entrare e introducetolo nella debita forma.

 

Il Maestro delle Cerimonie nel caso non vi fosse nessun Fratello annuncerà direttamente

 

M.d.Cer.      - Maestro Venerabile, nessun Fratello è alla porta del Tempio.

 

Il Maestro delle Cerimonie. se vi fossero Fratelli alla Porta del Tempio. ne annuncerà i nomi e le qualifiche massoniche, introducendoli uno alla volta (in ordine gerarchico a partire da Apprendista L.M.).

Ad ognuno, prima di essere ammesso. il Maestro Venerabile può rivolgere queste ed eventuali altre domande, come a suo giudizio gli detteranno saggezza e prudenza.

 

M. Ven.       - Fratello mio, da dove venite ?

 

Risp. Fr.      - Dalla Loggia di San Giovanni di Scozia N° ... dal           titolo distintivo all'Oriente

                      di

 

M. Ven.       - Che cosa Portate ?

 

Risp. Fr.      - Sottomissione al Maestro Venerabile, salute e prosperità a tutti i Fratelli.

 

M. Ven.      - Che cosa venite a fare ?

 

Risp. Fr.     - A vincere le mie passioni, sottomettere la mia volontà e a fare nuovi progressi nella

                     Massoneria Universale.

 

M. Ven.     - Rivestite qualche carica nella vostra Officina ?

 

Risp. Fr.     - Sì (o no), Maestro Venerabile.

 

M. Ven.     - Che cosa domandate, Fratello mio ?

 

 

Risp. Fr.      - Un posto tra Voi.

 

M. V en.      - Esso vi è accordato: andate dunque ad occupare il posto che vi sarà indicato dal

                      Maestro delle Cerimonie.

 

Indi la Loggia passa allo svolgimento dei Lavori posti all'Ordine dei Giorno.

 

 

L'INIZIAZIONE

 

I "riti iniziatici" sono derivati da fonti multiple: iniziazioni operative e di consorteria. "misteri dell'antichità", rituali gnostici. alchemici. ecc., e per quanto concerne i rituali degli Alti Gradi, di origine Rosa•Croce. l'ermetismo cristiano.

 

 

GABINETTO DI RIFLESSIONE E ALCHIMIA SPIRITUALE

 

L'aspirante attua una "riflessione" e cioé, nel senso etimologico della parola. un ripiegamento su se stesso.

Il profano rappresenta la "materia prima" della Grande Opera Alchemica: il Gabinetto di Riflessione corrisponde all'alambicco (Zohar) dell'alchimista. al suo uovo filosofale (di origine orfico-itagorica) ermeticamente sigillato; il profano vi trova il sepolcro tenebroso nel quale deve volontariamente morire alla sua esistenza passata.

Il profano rinasce quindi rigenerato: il Gabinetto di Riflessione realizza una specie di sintesi della Creazione essendo condizione primaria per qualsiasi generazione, l'assenza totale di luce.

La parola V.I.T.R.I.O.L. è l'anagramma della formula ermetico-alchemica: Visita Interiora Terrae Rectificando invenies Occultum Lapidem (Visita l'interno della terra, rettificando troverai la pietra nascosta).

E' un invito alla ricerca dell'EGO, dell'IO profondo. che altro non è se non l'anima umana, nel silenzio della sua meditazione.

I1 profano è "spogliato dei suoi metalli" in modo da ricondurre simbolicamente l'essere umano, allo stato naturale (i metalli tolti rappresentano la civiltà con. tutto ciò che comporta di artificiale), e, in modo da non intralciare gli influssi magici ai quali sarà esposto l'aspirante (i metalli ostacolano la circolazione delle correnti magiche).

Si denuda parte del petto (segno di franchezza e sincerità), una gamba (segno di umiltà) e gli si mette attorno al collo un nodo scorsoio, che rappresenta tutto ciò che trattiene il profano al mondo circostante.

 ...:::CONTINUA:::...

     

                                                                                                                                                                                                                                                                                                            

                                                                                                                                                                                                                                                                                     www.valchiria.com ©