S c i a m a n e s i m o
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Fenomeno
magico-religioso sorto presso le culture dei
cacciatori-raccoglitori. Il termine è un calco dalla lingua
tunguso della Siberia, una delle zone in cui è stata
identificata la forma classica di tale fenomeno. Elementi di
sciamanesimo sono diffusi non soltanto presso le culture orali
dell'Asia centrale, dell'America settentrionale e dell'Oceania,
ma anche presso culture e religioni più strutturate, come la
religione cinese e lo scintoismo giapponese. Lo sciamano, generalmente di sesso maschile, è la figura intorno a cui ruota questo fenomeno. Egli è essenzialmente un medium, un portavoce degli spiriti nel cui mondo entra al momento dell'iniziazione, affrontando numerose prove che dovrebbero indurre sogni e visioni. Questo primo, duplice riconoscimento – degli spiriti e della comunità – si completa con la formazione da parte di sciamani esperti. I principali compiti religiosi dello sciamano sono la guarigione e la divinazione, ottenute mediante la possessione spiritica o il trasferimento dell'anima dello sciamano fino al cielo o agli inferi. Esistono resoconti di resurrezioni miracolose operate da sciamani che, recandosi fino alla terra dei morti, ne riportano lo spirito del defunto. Inoltre, lo sciamano officia i riti di passaggio: propizia la stagione della caccia e svolge funzione di psicopompo guidando nell'aldilà le anime dei morti. Gli sciamani occupano una posizione sociale ed economica elevata, specialmente se diventano famosi come guaritori. Numerosi sono i tentativi di spiegare il fenomeno degli sciamani e il successo delle loro cure. Alcuni studiosi hanno istituito un parallelismo tra la guarigione sciamanica e la terapia psicoanalitica osservando che in entrambi i casi si producono eventi simbolici che si rivelano efficaci sul piano terapeutico, recando sollievo psicologico e fisiologico. Parecchi antropologi, rifiutando la teoria secondo cui gli sciamani sarebbero affetti da forme di nevrosi e di psicosi, hanno avanzato l'ipotesi che essi siano dotati di capacità cognitive superiori al resto della comunità. Lo sciamanesimo è stato da altri interpretato semplicemente come anticipazione di un sistema religioso più organizzato o come tecnica per il raggiungimento dell'estasi. Sciamanesimo del Nord Europa
Secondo alcuni
ritrovamenti archeologici, si fa risalire la nascita dello
Sciamanesimo a circa 30.000 anni fa. Esso è probabilmente la Pratica spirituale più antica attraverso la quale l’uomo ha stabilito un contatto con il divino e portato il Sacro nella quotidianità.
Non è possibile assimilare lo
Sciamanesimo come una religione, in quanto quest’ultima, almeno
nella sua accezione odierna,
è un complesso di credenze, norme morali, atti di culto e dogmi,
attraverso i quali gli uomini manifestano il loro sentimento
spirituale di dipendenza nei confronti di una o più divinità.
Lo Sciamanesimo, proprio per la tipologia delle sue Pratiche
estatiche, si può più correttamente definire come una pratica
spirituale, eventualmente magico-religiosa, che permette di
entrare in contatto con le potenze soprannaturali e divine
relative alla propria cultura e fede, celebrando riti che sono a
carattere magico e non religioso. Esso prevede la capacità di intervento e di interrelazione tra l’individuo e la divinità, tra l’uomo e gli Spiriti preposti. Mentre una religione è dunque “passiva”, adatta in genere alla massa, lo Sciamanesimo è una Pratica “attiva” che permette all’individuo di sperimentare direttamente, attraverso tecniche estatiche, pratiche rivolte alla Natura, Divinazione, ecc.. , il mondo del Sacro e del Divino. In un interessante libro intitolato “La Via dello Sciamanesimo Boreale” di Davide Melzi, l’autore, pur sostenendo l’impossibilità di paragonare tale Pratica ad una religione, suggerisce e rafforza tale differenza definendo lo Sciamanesimo non tanto una “religione del Credere” quanto una “religione del Conoscere”. Privo altresì di una casta sacerdotale, non si accede a tale Pratica per desiderio personale o per trasmissione ereditaria, ma solo a seguito di una Chiamata che arriva dall’Alto, dalla dimensione Divina che si manifesta attraverso Visioni particolari o esperienze estatiche improvvise, a volte tramite malattie o febbri altissime. Tali esperienze sono il segno tangibile che l’individuo è pronto per iniziare il Percorso che lo porterà, attraverso un addestramento particolare, dato da uno Sciamano anziano e mediante l’Iniziazione ricevuta successivamente dagli Spiriti Alleati, ad una totale reintegrazione con la dimensione divina in maniera cosciente e personalmente vissuta. È solo in questo momento che l’individuo diventa l’Uomo Sacro per eccellenza. Il termine "Sciamano" deriva dal tunguso “Saman” ed indica un operatore magico-sacrale, padrone di tecniche estatiche che gli permettono di Viaggiare attraverso i mondi sottili per incontrare Spiriti e Dèi che compartecipano all'esistenza della propria terra e dell’esistenza stessa.
Egli è anche un
medium attivo, cioè in grado di fare da ponte tra le realtà
fondamentali del cielo, della terra e delle regioni infere e,
soprattutto, di interagire in esse e con gli Spiriti Alleati.
Grazie alla sua
preparazione tecnico-spirituale e grazie alle Guide Spirituali,
egli/ella è in grado di intervenire direttamente e
coscientemente sulla malattia, sia essa dell’individuo che della
collettività tutta.
Ma il suo intervento non si limita a questo già di per sé importante compito: egli è infatti un vero baluardo antidemoniaco, in grado di combattere efficacemente non solo le malattie, ma anche spiriti malvagi e i maghi neri. Non è raro infatti trovare nel suo equipaggiamento magico armi di vario tipo (arco, frecce, spade, pugnali…..), attraverso le quali combatte simbolicamente gli elementi nocivi e permette alla propria comunità una difesa magico-psichica di grande potenza. Come intermediario tra i tre Piani di esistenza inoltre, lo Sciamano è anche psicopompo, in grado cioè di accompagnare l’anima del defunto verso la sua nuova sede, dopo la morte del corpo fisico
Odino Dio Sciamanico
a divinità principale del pantheon nordico è Odino-Wotan. Egli è considerato il primo degli Asen ed è, nel culto vikingo, il Padre di tutti gli Dèi. Comprendere la figura sciamanica di Odino è un’impresa non facile. Il primo passo da compiere consiste nell’analizzare la radice del suo nome che ci permette già di dare una traccia importante a questa figura, a volte controversa persino per il popolo vikingo. La parola Wotan ha la sua radice in WAT e sta ad indicare la "furia divina", quella furia che venne facilmente (e abilmente) interpretata dai colonizzatori cristiani come ferocia e spietatezza in combattimento da parte dei guerrieri vikinghi. L’indubbio ardore con il quale essi combattevano e ancora di più le comunità odiniche dei Berserker (Uomini-Orso) e Ulfedhnar (Uomini-Lupo), lasciarono una traccia indelebile nella memoria umana. Ma il furore a cui si riferisce la radice Wat è di ben altro tipo. Essa indica infatti l’essere sì fuori di sé, ma in una dimensione sovrumana, nella quale si è in grado di trasformarsi (elemento sciamanico) attingendo così ai doni della saggezza, della virtù profetica e poetica (Odino è anche definito il Possente Poeta). Vi è infine una sorta di invulnerabilità, elemento questo proprio dei temibili Berserkir e Ulfedhnar. L’elemento sciamanico, quindi, appare già nella radice del nome di Odino-Wotan ed è importante sottolineare come tutta la nostra Tradizione si basi proprio su questo elemento. Odino-Wotan appare nella Snorra Edda come Grande Triade: Har, Iafhnar e Thridhi cioè l’Alto, l’Altissimo e il Terzo. Nell’antico tempio di Uppsala (in Svezia), Wotan veniva affiancato al dio del Tuono Thor e al dio Freyr, connesso quest’ultimo ad ogni tipo di fertilità. Freyr veniva rappresentato all’interno del tempio con un fallo enorme, ad indicarne la sua funzione procreatrice. Non esistendo per gli antichi una distinzione tra sacro e profano, il corpo (sesso compreso) non era vissuto in modo conflittuale, bensì come manifestazione provvisoria dello spirito, quindi andava curato e utilizzato, senza disdegnare le piacevolezze della vita. Il peccato, il senso di colpa e il castigo eterno erano concetti sconosciuti e si dava invece grande importanza all’essenza dell’essere umano e alla sua collocazione all’interno dell’universo. Thor e Freyr, o per altre tribù, Tyr e Njodhr, rappresentavano sostanzialmente i due aspetti che completano l’elemento principale, vale a dire la Forza e la Fertilità che affiancano l’aspetto Sovrano. Prova ne è il fatto che tra gli epiteti di Odino troviamo nomi come Thundr che significa Tuono la cui radice TH non è solo l’inizio di Thor, ma è anche la radice della terza Runa, Thurisaz, che si distingue sia per il suo potere di offesa che per quello di difesa. Thor è infatti il Campione degli Dèi e degli uomini, il nemico giurato delle forze telluriche. Altro appellativo di Odino è Veratyr la cui traduzione è Dio degli uomini. Tyr è infatti il dio della vittoria e dell’arbitrato, colui al quale si appellano gli uomini per le contese e non può passare inosservato che durante il Thing (l’assemblea), era uso conficcare nel terreno una lancia (arma di Odino) a punta in su in mezzo al cerchio del ritrovo, ad indicarne la protezione giuridica richiesta e offerta dal dio. Odino è il Padre di tutti gli Dèi (egli rimane il capo supremo anche quando Asen e Vanen stabiliscono la tregua alla loro Guerra) .e i suoi quarantadue soprannomi svelano spesso aspetti importanti della sua natura sciamanica: Dio delle Rune, degli Impiccati (che ricordano il sacrificio sull’Yggdrasil), Mascherato, Assai sapiente, Mutevole, Colui che ha l’occhio fiammeggiante, Incappucciato. Egli è inoltre il Dio della Parola, della Poesia, della Magia nelle sue forme più complesse e della Guerra. E’ il Dio del Fardello, di colui cioè che tutto conosce sopportando così i dolori del mondo. E’ il dio che insegna agli uomini e allo stesso momento è il loro modello soprattutto per i re e i condottieri
Canti sciamanici
Le cose che uno sciamano vede (canto sciamanico dei Ciukci della Siberia)
Tutto ciò che esiste vive
sull'argine scosceso di un fiume c'è una voce che parla ho visto il padrone di quella voce si è inchinato a me ho parlato con lui ha risposto a tutte le mie domande
Tutto ciò che esiste vive
il piccolo uccello grigio dal piccolo petto azzurro canta nella cavità di un ramo canta la danza dei suoi spiriti canta i suoi canti sciamanici il picchio sull'albero batte il tamburo con il suo becco aguzzo e l'albero trema geme come un tamburo quando la scure colpisce il suo fianco
tutte queste cose rispondono al mio richiamo
tutto ciò che esiste vive
la lanterna cammina intorno le pareti di questa casa hanno lingue anche questa ciotola ha la sua vera casa le pelli addormentate nelle loro sacche rimasero a parlare tutta la notte le corna di cervo sulle tombe si ergono in circolo attorno ai tumuli mentre i morti si alzano e vanno a visitare i viventi.
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