S p i r i t i s m o
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Spiritismo
Credenza presente fin dall'antichità presso varie culture,
secondo la quale gli spiriti dei defunti sopravvivono ai corpi e
possono manifestarsi ai vivi, generalmente tramite un medium e
con l'aiuto di pratiche specifiche, atte a stabilire tale
comunicazione. Il termine indica inoltre un movimento che si
affermò con notevole rapidità e successo in Europa e
nell'America settentrionale a partire dalla metà del XIX secolo.
Sviluppi dello spiritismo Come già si sarà potuto notare, è possibile individuare due diversi ambiti dello spiritismo: 1. Il primo ambito è rappresentato dallo spiritismo classico che, attraverso la pratica della seduta spiritica, vuole comunicare con le anime dei defunti. La figura fondamentale è quella del "medium", che è appunto l’intermediario fra gli spiriti e i partecipanti. Fenomeni tipici dello spiritismo sono: registrazione di voci, intuizione di eventi futuri, visioni, scrittura automatica (fenomeno per il quale un soggetto sente la propria mano spinta a scrivere, come guidata da un’altra personalità), ectoplasmi, cioè forme corporee fluidiche in cui si materializzerebbero gli spiriti. All’interno dello spiritismo classico sono individuabili due correnti che hanno riguardo alla reincarnazione tesi contrastanti: a. gli spiritisti latini credono, secondo la teoria codificata da Kardec e ora diffusa soprattutto in America Latina, che le anime dei defunti passano da un corpo all’altro dimenticando le vite precedenti, ricalcando così la legge karmica tipica di alcune religioni orientali quali l’Induismo ed il Buddhismo, b. gli spiritisti inglesi e statunitensi, invece, nella loro maggioranza rifiutano categoricamente ogni concetto di rinascita.
2. Esiste poi un secondo ambito detto "channeling" [9], in cui si tende a ricevere informazioni da una entità superiore, questo richiede la presenza di un canale ("channel" ) capace di ricevere le informazioni da tale entità. Seppure non esiste una chiara e netta distinzione fra il channeling e lo spiritismo classico, si può affermare che questa seconda forma di spiritismo si differenzia dalla prima perché le entità evocate non sono solo le anime dei defunti, ma anche extraterrestri, fate, gnomi, demòni, maestri spirituali o addirittura Gesù Cristo e Dio Padre. E’ chiaro che tale forma di spiritismo si ricollega ad un’idea panteistica e non a caso il channeling è molto praticato in ambienti New Age. Le entità del channeling non trasmettono semplicemente notizie circa la loro condizione nell’aldilà, come generalmente avviene nell’ambito dello spiritismo classico, ma vengono rivelati veri e propri sistemi filosofici, spesso presentati come "nuovi vangeli". Fra questi The Aquarian Gospel of Jesus Christ (il Vangelo Acquariano di Gesù Cristo) e The Urantia Book, risalenti rispettivamente ai primi ed alla metà del ventesimo secolo, hanno esercitato una influenza decisiva sulla formazione dell’ideologia del New Age. E’ stato in seguito lo stesso New Age a creare "nuovi vangeli" di impostazione gnostica e panteistica, a cui i più antichi hanno fatto da modello. Un tentativo di interpretazione dei fenomeni spiritici Possono esistere, a grandi linee, almeno quattro possibilità di rendere conto dei vari "fenomeni spiritici": 1. alcune volte essi sono frutto di imbroglio a fine di lucro; 2. altre volte le origini possono essere paranormali, e cioè sono fenomeni naturali che, essendo poco conosciuti, sono oggetto di interpretazione soprannaturale. 3. Ma anche altre cause possono essere all’origine delle manifestazioni spiritiche; si può ricordare il caso del piuttosto famoso "Movimento della Speranza": genitori che rifiutano la morte tragica dei figli pretendono di comunicare con loro attraverso una forma medianica. Non è difficile comprendere che lo stesso rifiuto della morte del figlio crea nella persona del genitore una sub-personalità che svolge il ruolo del defunto. Nonostante il sostegno di alcuni teologi cattolici, non può in ogni caso essere giustificato questo ricorso alla evocazione di spiriti (di seguito verrà esposta la posizione della Chiesa a questo proposito), inoltre i fenomeni che si producono trovano a tutti gli effetti una spiegazione psicologica. A questi genitori vanno comunque i nostri sentimenti di cristiana compassione e la nostra preghiera. 4. Infine, vi è un’altra spiegazione dei fenomeni dello spiritismo, essa è sostenuta soprattutto da alcuni esorcisti [15], ma trova anche appoggi da parte di diversi studiosi cattolici. Seppure bisogna dire che in questo ambito si ha a che fare direttamente con il mistero della vita oltre la morte e quindi non è possibile procedere con certezze assolute oltre a quelle che vengono tratte dalla Bibbia e dalla Dottrina della Chiesa, secondo queste due fonti della Fede Cattolica [16], dopo la morte le anime vanno in Paradiso, in Purgatorio o all’Inferno. Si può quindi affermare che le anime dei defunti che si presenterebbero nel corso delle sedute spiritiche o prenderebbero contatto attraverso le varie pratiche del channeling non sono altro che demòni [17]. Esistono casi - nelle vite dei Santi o dei Beati - in cui le anime si presentano soprattutto per chiedere suffragi, tuttavia occorre notare che queste apparizioni dei trapassati non sono precedute da un’esplicita volontà da parte del Santo a cui l’anima si presenta di comunicare con la dimensione ultraterrena.
A. La valutazione della Chiesa Cattolica La Chiesa ha sempre condannato qualsiasi tentativo, diverso dalla preghiera, di mettersi in comunicazione con le anime dell’aldilà. E’ particolarmente importante mettere in evidenza i pronunciamenti ecclesiali a questo proposito, dato che spesso si cerca di conciliare lo spiritismo con la Dottrina Cattolica, facendo perno sull’ignoranza di molti cattolici su questi argomenti. a. Uno dei primi importanti pronunciamenti risale a papa Sisto V, che nel 1585 con la Costituzione Caeli et terra Creator condanna fermamente la necromanzia ed ogni contatto con gli spiriti dei morti. b. Il 4 agosto 1856, visto l’esplodere del fenomeno dello spiritismo, il Sant’Uffizio dichiarò "illecita, ereticale e scandalosa, la pratica di evocare le anime dei morti, riceverne responsi, ecc....". c. Nel 1882 (1° febbraio), la Sacra Penitenzieria dichiarò illecito anche il solo assistere alle sedute e ai giochi spiritici. d. Nel 1886 il Concilio di Baltimora affermò la possibilità che lo spiritismo fosse legato ad azione diabolica. e. In una lettera del 10 marzo 1898 il Sant’Uffizio rispose ad un quesito che gli venne posto circa la consultazione delle anime dei defunti previa l’autorizzazione del capo delle milizie celesti (arcangelo Michele). E’ utile riportare integralmente il testo perché molto importante: "Tizio dopo aver escluso ogni conversazione con lo spirito maligno, ha l’abitudine di evocare le anime dei defunti. Ecco come procede: mentre è solo senza altro preliminare, indirizza una preghiera al capo della milizia celeste per ottenere da lui il potere di comunicare con lo spirito di una persona determinata. Attende un po’, poi, mentre tiene la mano pronta a scrivere, sente che essa subisce un impulso che gli dà la sicurezza della presenza dello spirito. Egli espone le cose che desidera sapere e la sua mano scrive le risposte. Queste risposte sono tutte conformi alla fede cattolica e alla dottrina della Chiesa riguardo la vita futura. Per lo più si intrattengono sullo stato in cui si trova l’anima di un certo defunto, la necessità che ha di ricevere dei suffragi, eccetera. Questo modo di fare è lecito?". Il quesito è particolarmente ricco, dato che presenta notevoli aspetti e procedure tipici dello spiritismo. Fa riferimento, infatti, alla pratica della scrittura automatica e alla conformità dei messaggi ricevuti dagli spiriti con la Dottrina Cattolica. Esso è anche singolarmente attuale, dal momento che ancora oggi circolano idee e testi che cercano di presentare la pratica spiritica come compatibile con il Cristianesimo, ignorando i vari pronunciamenti della Chiesa a tal proposito o giudicandoli antiquati e presentando lo spiritismo come una pratica che conferma la fede nelle realtà ultraterrene. Purtroppo, in varie occasioni gli autori sono sacerdoti o questi prestano le loro firme, l’esposizione delle loro credenziali accademiche o degli incarichi di una certa rilevanza ecclesiale alla presentazione degli stessi testi [18], in cui comunque manca di fatto un elemento qualificante: l’obbedienza alla Chiesa Cattolica che da secoli condanna le pratiche spiritiche, anche se a parole si possono trovare generose professioni di fede nella Chiesa. Il Sant’Uffizio afferma categoricamente che "ciò che è esposto [nel quesito] non è lecito" ed oggi - come vedremo - la Chiesa, nonostante le pretese e le affermazioni in tal senso, non muta affatto la sua posizione. f. Nel 1917 (24 aprile) il Papa Benedetto XV, rispondendo ad un altro quesito sulla possibilità di assistere solamente in modo passivo alle pratiche spiritiche, ribadisce che "non è lecito in ogni caso" partecipare alle suddette manifestazioni, anche se queste si presentano come caratterizzate da un clima di pietà e da un’esplicita volontà di non avere a che fare con gli spiriti maligni. g. Il Catechismo Maggiore prescritto da Pio X alle diocesi della provincia di Roma nel 1905, spiega: "Tutte le pratiche dello spiritismo sono illecite perché superstiziose e spesso non immuni da intervento diabolico, e perciò furono dalla Chiesa giustamente proibite". h. Al n. 49 della Lumen Gentium leggiamo: "L’unione quindi di coloro che sono in cammino coi fratelli morti nella pace di Cristo non è minimamente spezzata, anzi, secondo la perenne fede della Chiesa, è consolidata dalla comunicazione dei beni spirituali" [19]. Se il testo principale non affronta il problema, in nota il Concilio mette in guardia dalla comunicazione che faccia ricorso a "qualunque forma di evocazione di spiriti" e richiama le prese di posizione del Magistero, soffermandosi in particolare sul pronunciamento del Sant’Uffizio del 1856 e sulla risposta di Benedetto XV del 1917, ma richiamando anche l’intervento di papa Alessandro IV del 27 settembre 1258. i. Anche il Catechismo della Chiesa Cattolica si pronuncia in tal senso ai nn. 2116 e 2117: "[2116] Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che ‘svelino’ l’avvenire. La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium occultano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo. [2117] Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo - fosse anche per procurargli la salute - sono gravemente contrarie alla virtù della religione. Tali pratiche sono ancor più da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all’intervento dei demoni. Anche portare gli amuleti è biasimevole. Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli. Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima né l’invocazione di potenze cattive, né lo sfruttamento delle credulità altrui" B. Il giudizio della Parola di Dio La lettura dello spiritismo appena considerata - portata avanti dalla Chiesa - si regge sul giudizio globale che la Bibbia fornisce a proposito dell’occultismo. Essa più volte prende posizione contro la magia, l’evocazione di spiriti, le varie forme di divinazione e di superstizione e cioè contro tutto ciò che rende a Satana un culto diretto o indiretto. Soffermiamoci su alcuni passi particolarmente significativi. Dt 18,10-14: "[10] Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l’augurio o la magia;[11] né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, [12] perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. [13] Tu sarai irreprensibile verso il Signore tuo Dio, [14] perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore tuo Dio". Ger 29,8-9: "[8] Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Non vi traggano in errore i profeti che sono in mezzo a voi e i vostri indovini; non date retta ai sogni, che essi sognano.[9] Poiché con inganno parlano come profeti a voi in mio nome; io non li ho inviati. Oracolo del Signore". Lv 19,26b: " Non praticherete alcuna sorta di divinazione o di magia".Lv 19,31: "Non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini; non li consultate per non contaminarvi per mezzo loro. Io sono il Signore, vostro Dio".
C. I pericoli dello spiritismo E’ stato riscontrato in base a studi di psicologia e di psichiatria che il ricorso alle tecniche occulte può causare un graduale cedimento della salute mentale sino a giungere a vere e proprie alienazioni e deviazioni della personalità. Se questa considerazione è vera per l’occultismo in genere, sembra particolarmente valida per lo spiritismo. Basti un dato: nel 1855 (epoca della grande frenesia spiritica) un quarto dei 200 malati di mente dell’ospedale di Zurigo erano spiritisti. Inoltre, l’esperienza di molti esorcisti, che trova conferme da parte di vari studiosi, porta a ritenere l’occultismo una buona "porta d’entrata" per possibili problemi di ossessione, vessazione o possessione diabolica. Afferma Mons. Casale: "E’ possibile che la pratica incauta della magia o dell’occultismo apra la strada alla possessione diabolica...." [20]. E’ stata notata in particolare una correlazione molto forte tra le sedute spiritiche e casi di infestazione o possessione diabolica. D. Conclusione Di fronte allo spiritismo, così come davanti tutte le altre proposte magiche e appartenenti al vasto mondo dell’occulto, l’uomo è chiamato a scegliere fra una vita vissuta nel pieno riconoscimento della Signoria di Cristo ed una vita giocata su valori completamente diversi: potere, benessere, desiderio di potenza sul prossimo e sulla creazione, ricchezza, tentativo di sottomettere alla propria volontà persino il mondo ultraterreno.... Anche attraverso le pratiche occulte ancora oggi, sempre viva ed insistente, risuona la voce del tentatore, il quale si rivolse ai progenitori - come narra il capitolo 3 della Genesi - con parole eloquenti: "... diventereste come Dio..." (Gn 3,5). Se le pratiche magiche in genere, e la magia cerimoniale in particolare, manifestano il tentativo dell’uomo di impadronirsi del potere stesso di Dio e di tutti i suoi requisiti [21], lo spiritista, invece, pretende di compiere gli stessi gesti di Cristo, in quanto vuole esercitare come Lui potere sugli spiriti, sulle malattie e rivelare gli eventi futuri. Lo spiritista, dunque, in maniera implicita o - molto più raramente - esplicita, afferma: "‘Io sono il Cristo’, in quanto come lui esercito potere sugli spiriti, sulle malattie e ho il potere della profezia sugli avvenimenti futuri". Il messaggio contenuto nel Vangelo spiega che è stato preparato nei Cieli un posto per ognuno di noi; questa convinzione ci deve confortare e rassicurare al tempo stesso. La speranza di ritrovare le persone care nella vita eterna, nel Regno dei Cieli, deve aiutarci a sopportare con fiducia il tempo del distacco, tutti siamo destinati a compiere questo passo, per cui vi è la certezza che ci ritroveremo tutti nuovamente. Leggiamo nel Vangelo di Giovanni al capitolo 14 che cosa afferma Gesù: "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me, Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via" (Gv 14, 1-4). Certamente la via a cui si riferisce Gesù non è la pratica dello spiritismo, bensì è quella che ci ha insegnato Lui, cioè quella dell’amore. L’unico modo in cui un cattolico deve rivolgersi ai defunti è quello della preghiera, chiedendo al Signore onnipotente nella sua bontà e misericordia che essi possano godere della Sua luce meravigliosa [22]. Al contempo, le anime sante e cioè quelle che godono della vicinanza di Dio, in virtù della Comunione dei Santi, intercedono presso il Signore perché "la Chiesa dei viatori" ottenga aiuto e grazia |
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