
Presso molti popoli allo stato di natura, persona,
spesso importante, che svolge funzioni sacrali di
indovino e guaritore. Uomo che pratica la stregoneria.
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Stregoneria:Pratica magica che si avvale di forze
occulte a fini malefici, in antitesi alla religione
riconosciuta. Incantesimo di strega o di stregone
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In
varie culture non occidentali, guaritore di patologie mediante
la fede e la magia. I guaritori basano i propri metodi sulla
convinzione che l'origine della maggior parte delle malattie sia
riconducibile a fattori soprannaturali: offese a una divinità,
insidie di spiriti maligni, atti di stregoneria o sortilegi.
Compito del guaritore è la diagnosi, generalmente per
divinazione, e la cura che può consistere nella redenzione
dell'anima perduta, nella rimozione di un oggetto malefico,
nell'esorcismo di uno spirito ostile o nell'applicazione di
rimedi a base di erbe e massaggi. Per quanto questi metodi siano
criticati dalla medicina occidentale, gli antropologi ne hanno
registrato in alcuni casi l'efficacia, forse quale conseguenza
della suggestione e della conseguente sensazione di lenimento
del dolore. Vedi anche Sciamanesimo
Stregoneria
Insieme di
pratiche tese a influire sul reale facendo ricorso a poteri
magici e mediante l'evocazione di forze soprannaturali. Spesso
il termine equivale a magia, ma assume significati diversi a
seconda dei contesti storici e culturali.Mentre presso alcuni
popoli la stregoneria è praticata dallo stregone o dallo
sciamano al servizio della comunità (per guarire le malattie,
intervenire sui fenomeni atmosferici o fare da tramite con il
divino), nel mondo occidentale il termine viene usato perlopiù
in senso negativo, a indicare la magia nera, impiegata per
recare danno alle persone o per forzarne la volontà.
La Stregoneria
nel mondo Occidentale
Origini:
L'origine
etimologica del termine viene individuata nel latino strinx, un
uccello rapace notturno cui si attribuivano poteri malefici.
Numerosi furono gli accenni alla stregoneria già nell'antichità,
dal Codice di Hammurabi all'Antico Testamento, alla letteratura
greca e romana. Anche le tradizioni dell'Europa settentrionale
riferiscono spesso di individui accusati di compiere malefici
tramite filtri e incantesimi, e addirittura di cibarsi di
neonati.
È stato riconosciuto un legame tra affermarsi di pratiche di
stregoneria e decadenza di antiche divinità e culti, soppiantati
da credenze religiose nuove o importate da popoli conquistatori.
La divinità vecchia si trasforma in entità negativa, in aperto
conflitto con le forze magiche dominanti. Questa fenomenologia
pare ricorrente in tutta la storia della stregoneria, anche in
tempi moderni.
Tipologie
Può essere considerata una
particolare branca della
magia.
Essa però assume forme e significati diversi a
seconda del contesto (storie,
miti,
favole
o
leggende)
in cui essa è presente.
In senso stretto si
intende per stregoneria la magia nera, ma
il termine viene ormai largamente usato per
indicare tutti quegli interventi nella vita di
un gruppo umano tendenti a dare il benessere
(oppure il male) e a rendere propizie (oppure
ostili) le forze naturali, sia per un singolo
sia per tutto il
gruppo umano.
Anche alcuni aspetti della
medicina primitiva,
che agiscono a livello psicologico, riguardano
la stregoneria nel senso più ampio del termine,
per cui si differenziano dalle pratiche
empiriche (cioè dai semplici gesti) seguite
dalle genti allo stato di natura: esistono
specifici individui (medici-stregoni)
che si occupano di questi particolari aspetti
adottando un rituale tipico della stregoneria.
Data la loro funzione di dominare le forze
occulte, gli officianti devono essere persone
adatte e specificatamente preparate allo scopo,
spesso con un
tirocinio
lungo, duro e complicato; la loro funzione,
quando è svolta nell' interesse della comunità,
viene considerata come un
sacerdozio
e lo
stregone
viene punito se non svolge efficacemente i
propri doveri; non di rado la professione viene
conservata nell'ambito di un solo
clan
o trasmessa per via ereditaria. Poichè gli
spiriti,
secondo le credenze popolati, sono entità
bizzarre e complesse, la stregoneria deve
avvalrsi di pratiche magiche e rituali, spesso
incomprensibili agli occhi degli altri, che sono
accuratamente determinate in funzione degli
scopi e degli spiriti interlocutori: si hanno
così rituali per ottenere l'aiuto nelle varie
attività umane, rituali per tutte le
manifestazioni sociali, rituali per le pratiche
richieste dai singoli (malattie, viaggi,
nascite).
Al contrario della
precedente, la stregoneria intesa come magia
nera viene praticata al di fuori del gruppo
umano e i suoi officianti non hanno funzioni
sacerdotali: questi uomini (stregoni,
fattucchieri, ...) sono odiati e temuti e non di
rado, se oltrepassano certi limiti, vengono
messi a morte. Le loro pratiche, spesso dai
profani confuse con quellle descritte in
precedenza, si avvalgono esclusivamente della
magia e del terrore, indotto comn mezzi sia
psicologici sia materiali (atti di
violenza,
veleni,
ecc.). A volte i capi di un gruppo umano
ricorrono alla stregoneria per motivi
esclusivamente politici e in tal caso lo
stregone assume le funzioni sia di sacerdote che
di consigliere; questo aspetto è frequente quei
gruppi etnici
retti da
re divini
oppure organizzati in
chefferies
(ovvero insieme di famiglie che dipendono da un
medesimo capo tribale).
Pratica e
diffusione
La stregoneria, intesa
come magia nera, è praticata in tutto il mondo;
nel significato
etnologico
è forma diffusa soprattutto in
Africa,
sebbene non sia rara in
America,
in
Oceania
e in casi circoscritti in
Asia.Nel
mondo occidentale, dal
1951
si possono identificare elementi di stregoneria
nella
Wicca
nel
Neo-paganesimo,
movimenti molto diffusi nei Paesi europei ed
anglosassoni e meno in
Italia.
Va sottolineato che nessuno dei due gruppi è in
stretta relazione con il
Satanismo,
con le messe nere e con i sacrifici cruenti.
Il Medioevo
Nel Medioevo la
credenza nella stregoneria era diffusa in tutta Europa; sorretta
da leggende e superstizioni popolari, si accompagnava a riti
pagani, talvolta rielaborati alla luce del cristianesimo, e a
pratiche magiche che facevano ricorso a erbe medicamentose e
psicotrope. Malgrado le leggi li proibissero, tali riti erano
molto radicati soprattutto nelle campagne; i casi di repressione
severa furono comunque piuttosto rari fino al XII secolo.
Le cose cambiarono verso la fine del XIII secolo, quando si
cominciò a considerare la stregoneria come opera del diavolo e
si diffuse la credenza nel sabba, riunione periodica di streghe
e stregoni caratterizzata da riti orgiastici, omicidi rituali e
atti d'adorazione di Satana. Verso la metà del secolo successivo
si arrivò a identificare la stregoneria con una forma di eresia,
della quale avrebbe dunque dovuto occuparsi l'Inquisizione.
Caccia alle
Streghe
Con il termine caccia
alle streghe si indica la ricerca di persone
sospettate di
stregoneria,
avvenuta in alcuni periodi tra la fine del
XV
secolo e la
metà del
XVII
secolo. Si
tratta di un tipo di
panico morale.
Anche se vere e proprie caccie alle streghe sono
occorse occasionalmente nell'era
moderna, esiste
un convincimento
scientifico
che la stregoneria sia un fatto
mitologico
e non un
crimine
che possa essere commesso. D'altra parte questa
opinione può essere contestata in quanto,
indipendentemente dal fatto che sia possibile o
meno per una strega o uno stregone di
influenzare eventi o persone con la
magia,
le streghe e gli stregoni esistono nella misura
in cui un numero di individui dichiara di
esserlo.
Una
caccia alle streghe, nella terminologia moderna,
per estensione indica l'atto di ricercare e
perseguire un qualsiasi soggetto percepito come
nemico, in particolare quando questa ricerca
viene condotta usando misure estreme e con
scarsa considerazione della reale colpevolezza o
innocenza.
Svolazzante a cavallo sul suo
manico di scopa, così viene
rappresentata la
strega
nell'iconografia
popolare, immagine che però
ricopre una realtà storica
complessa, fatta di sapere
sciamanico
e di persecuzioni.
Antichissime credenze legate ai
culti
pagani della fertilità
risalendo al mondo antico ed
oltre, senz'altro alla fine del
Paleolitico.
I
ricercatori e scienziati stimano
oggi il numero delle vittime tra
50.000 e 100.000 durante i due
secoli in cui sia i tribunali
dell'Inquisizione
che quelli della
Riforma
le conducono al rogo. Non si
tratta di una cifra irrilevante
poiché la popolazione europea di
quei tempi non era certo quella
odierna. E si tratta, per l'80%
di queste vittime,
esclusivamente di donne. Va
notato che, paradossalmente, se
è in
Italia
che nasce il sintomo della
caccia alle streghe con l'affare
di
Triora,
non è in questo paese (eccetto
nel nord in
Piemonte,
ovvero vicino alla linea di
contatto fra protestantesimo e
cattolicesimo) che si
scateneranno più violentemente
queste persecuzioni, né quello
in cui mieteranno più vittime.
Esse saranno ben più numerose
sia in
Francia
che in paesi anglosassoni quali
la
Gran
Bretagna
e la
Germania.
Le
supposte streghe (e a volte
anche i loro figli, sopratutto
se femmine), appartenevano per
lo più alle classe popolari.
Soltanto una piccola minoranza
di loro poteva esse considerata
come vere e proprie criminali
(fu il caso della cosiddetta "Voisin",
per esempio, prestatrice di
servizi
satanici
per le
messe nere
della
Marchesa
di Montespan,
pure lei criminale, favorita di
Luigi XIV
di Francia,
al fine di assicurasi a lungo i
favori del re), colpevoli di
omicidi,
o di
malate
mentali.
La stragrande maggioranza era
invece di ogni età e condizione,
spesso "levatrici"
e guaritrici, in un tempo in cui
medicine e medici rischiavano di
mandare più facilmente i
pazienti nell'altro mondo dei
decotti
ed
infusi
a base di
piante
usati dall'empirico
sapere
tradizionale
delle guaritrici. La
popolazione, essenzialmente
rurale, non aveva altre
possibilità per curarsi del
ricorrere ai loro rimedi, meno
costosi di quelli dei medici del
tempo. Molte di queste streghe
vennero
torturate
e bruciate vive. Perché giovani,
perché vecchie, ma - secondo
alcuni - soprattutto perché
donne, che sarebbe stato il più
grande peccato rimproverato loro
dalle autorità del tempo.
A
differenza di quanto si creda
comunemente, durante il
medioevo
le persecuzioni sono rivolte
sopratutto contro gli
eretici
(Catari,
Valdesi,
o
Albigesi).
È solo a partire dall'età
moderna
(dopo lo scoperta delle
Americhe, nel momento in qui
nasce l'Umanesimo
e in cui la
stampa
appare) che incomincia questa
persecuzione che alcuni non
esitano a definire
sessista
(probabilmente l'unica del
genere nella storia) e altri
hanno voluto chiamare
genocidio.
Sembra che la paura suscitata da
questa
globalizzazione
epocale non possa però essere
l'unica ragione per avere
demonizzato un sesso ed averlo
utilizzato come
capro
espiatorio.
Ciò non appare sufficiente a
spiegare l'accanimento di una
simile persecuzione.
Se però si
considera il fatto che, alla
stessa epoca, due
corporazioni
lavorative stanno per avere un
ruolo economico importante,
quella dei
medici
e quella dei
chierici,
si capisce che le donne, che
fino alla fine del medioevo
godevano di una libertà (in
particolar modo relativamente
all'esercizio di una
professione) più grande di
quanto si sia voluto notare,
vengano minacciate di eventuali
persecuzioni, convincendole così
a ritirarsi tra le mura
domestiche e a rinunciare ad
ogni tipo di attività
all'infuori della cura della
casa.
Le "cacce
alle streghe" ebbero luogo
durante due secoli e conobbero
due ondate: una dal
1480
al
1520
e l'altra dal
1560
al
1650,
dunque non nel medioevo come
tanti credono. I due ultimi
episodi di streghe arse vive
avvennero uno nella
Svizzera
protestante
nel
1782
e l'altro nella
Polonia
cattolica
nel
1793.
Se il
termine
genocidio
può non apparire quello più
appropriato, ciò non di meno si
tratta di quel che oggi verrebbe
chiamato "crimine
contro l'umanità".
Un manuale scritto da due
Domenicani
per stabilirne i criteri fu
pubblicato nel
XV secolo,
il
Malleus
Maleficarum.
Va
comunque ricordato che la Chiesa
Cattolica ha sempre manifestato
consistenti dubbi circa
l'esistenza della magia, di
streghe o stregoni, la realtà
del
sabba
diabolico e conseguentemente ha
prodotto, nei secoli, diverse
istruzioni (citiamo il
Canon
episcopi,
risalente addirittura al
IX secolo
e destinato ai vescovi) per i
giudici dell'Inquisizione nelle
quali li si metteva in guardia
circa la possibilità che le
accuse di stregoneria non
fossero che conseguenza della
superstizione o volte ad
eliminare persone 'scomode'.
Quanto
alla condanna a morte attraverso
il rogo, va ricordato che tale
pratica non era propria della
Chiesa, bensì dell'autorità
civile che, basandosi su una
sentenza dell'autorità
ecclesiastica, competente per
materia, ne emetteva una propria
di condanna e provvedeva
all'esecuzione. Questo perché le
condanne inquisitoriali per
stregoneria, in effetti, erano
condanne per i contenuti eretici
portati dai "colpevoli" e
l'eresia era considerata un
reato
civile. Ciò perché l'ortodossia
della fede era intesa come corpo
portante dell'unità sociale e
quindi la sua presenza non
violava solamente la unità della
fede, bensì anche l'unità
sociale.
Quando più
tardi, a causa della
Riforma
protestante,
l'unità della fede non potrà più
essere considerata l'elemento di
unità della società, si dovranno
assumere altri principi, ad
esempio la
nazionalità
o l'appartenenza ad uno
Stato
e più tardi ad una
classe
sociale.
Non sfugge che tutti questi
elementi di riferimenti
genereranno una nuova morale
sociale che tenderà
all'eliminazione del diverso,
sia esso da un punto di vista
razziale,
politico od economico attraverso
tante diverse "inquisizioni"
laiche.
I Processi alle
Streghe
La repressione
si fece più dura durante il XV secolo, con l'approvazione di una
specifica bolla pontificia nel 1484. I processi si susseguirono
per oltre due secoli, aumentando di numero e di frequenza
durante il periodo di diffusione della Riforma, e si estesero
anche ai paesi protestanti e all'America.
Gli studiosi hanno messo in luce come la persecuzione delle
(supposte) forme di stregoneria potesse essere di volta in volta
originata da diverse motivazioni. Se da un lato certamente la
Chiesa temeva il distacco dal suo corpo di correnti eretiche,
dall'altro i processi avevano spesso ragioni economiche, dato
che la condanna per stregoneria comportava l'esproprio dei beni;
spesso inoltre avevano un peso determinante interessi di
carattere politico e desideri di vendetta personale.
I metodi dell'Inquisizione sono tristemente famosi: gli
inquisiti, in gran parte donne, erano sottoposti a violenze
fisiche e psicologiche, e infine condannati al rogo. I resoconti
di numerosi processi testimoniano dell'accanimento dei giudici
nell'indagare su alcuni punti ritenuti fondamentali: la fisicità
dell'esperienza del sabba, l'avvenuta abiura di Cristo, i
rapporti sessuali con il diavolo. Le streghe dovevano inoltre
presentare, quale loro segno distintivo, una zona del corpo
completamente insensibile, la cui ricerca giustificava ogni
tortura.
Il documento che meglio rappresenta le teorie elaborate a
sostegno della persecuzione è il Malleus malificarum (1486),
redatto da due domenicani, nel quale si elencano i malefici e le
pratiche perverse delle streghe. Nonostante alcune voci si
levassero fin dall'inizio contro queste credenze e paure,
tentando di spiegare gli atteggiamenti incriminati delle streghe
come stati indotti da allucinogeni o da malattie nervose, solo
nel XVIII secolo riuscì a imporsi un punto di vista razionale
(illuministico) sull'argomento; risale soltanto alla seconda
metà del XX secolo l'inizio di un'analisi scientifica dei
documenti che permetta di leggere l'intero fenomeno su basi
storiche ed etnologiche.
La simbologia
della Stregoneria
Le testimonianze
degli accusati, per quanto inquinate dai metodi con cui venivano
estorte, gettano luce su alcuni aspetti delle credenze popolari
e sulla simbologia dei riti: questi appaiono in gran parte
derivati da rituali pagani della civiltà agricolo-pastorale
arcaica, incentrati sulla lotta tra forze del bene e forze del
male presenti nella natura. Il diavolo ha spesso le sembianze
caprine del dio Pan, e a condurre il sabba è spesso una figura
femminile, la Signora del Gioco, che ricorda divinità quali
Artemide e Iside. L'accoppiamento sessuale fa parte di molti
riti propiziatori di fertilità e la metamorfosi animalesca era
ritenuta temibile punizione o segno divino presso diverse
culture. Su questo intreccio di credenze si innestò la
demonologia dotta, sviluppata soprattutto da intellettuali
ecclesiastici, dando vita a diverse contaminazioni.
Sulla realtà dei raduni che originarono la credenza nel sabba
non si sa molto, ma è probabile che, più che incontri
organizzati di movimenti eretici, fossero eventi sporadici forse
di significato sociale, presenti in certe culture popolari.
Alcune forme cerimoniali analoghe sopravvissero tuttavia fino ai
primi decenni del XX secolo e se ne trovano ancora oggi tracce
nel folclore e in alcune nicchie di emarginazione culturale. |