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La telepatia è
una comunicazione che avviene oltre i cinque sensi fisici, tra una
mente e un'altra. E' una facoltà che alcune persone riescono a
sviluppare maggiormente di altre, ma, potenzialmente, siamo tutti in
grado di inviare messaggi telepatici.


Lunghi
studi hanno dimostrato che chiunque pensi intensamente ad una
persona per circa 20 giorni consecutivi, trasmetterà a quest'ultima
i propri pensieri: molto probabilmente verrà chiamata o la
incontrerà. Il messaggio arriverà dall'altra parte del filo
immaginario dei nostri pensieri. La capacità di trasmissione dei
pensieri viene detta PSI.
Il PSI non è di natura fisica - afferma il
parapsicologo Joseph Rhine - ma non si è ancora riusciti a
stabilire in quale parte del corpo esso abbia sede. E non
esistono
neppure gruppi di persone che ne siano straordinariamente dotate o
assolutamente sprovviste. Ciononostante lo PSI può
essere attivato e in parte diretto a piacere anche inconsciamente.
La telepatia è dunque un fenomeno che rimane in assoluto contrasto
con ogni legge fisica
conosciuta, poiché in via teorica annullerebbe, in un solo istante,
le barriere del tempo e dello spazio. Tuttavia si distingue dalla
chiaroveggenza perchè il contatto avviene tra essere viventi,
persone che vivono nella stessa dimensione.
La telepatia, malgrado gli scienziati abbiano tentato di dimostrarla
e spiegarla in modo razionale, resta essenzialmente un fenomeno
spontaneo che si manifesta all'improvviso, quando meno ce lo
aspettiamo: quando ci arriva una telefonata e sappiamo prima di
alzare la cornetta chi ci sta chiamando, quando sogniamo qualcosa
che poi accade realmente, oppure quando avvertiamo la sensazione di
essere osservati da qualcuno che è dietro di noi, tutti segni di
una forma di comunicazione alternativa.
Fenomeni telepatici sono anche le sensazioni di pericolo che una
madre avverte quando al figlio sta per capitare qualcosa di brutto.
Il fenomeno si manifesta, infatti, soprattutto tra persone
particolarmente legate (madre-figlio, marito-moglie, forti legami di
amicizia).
In questi casi si parla di "risonanza interpersonale".
Il biologo
ceco Lilan Ryzl ha lavorato a lungo negli Stati Uniti come
parapsicologo, conducendo numerosi studi sulla telepatia. Ryzl, con
l'ipnosi, ha potenziato le facoltà PSI dei soggetti
coinvolti: "Erano persone assolutamente comuni - ha affermato
- e sono state in grado di riconoscere paranormalmente oggetti
nascosti o carte Zener. Riuscivano a vedere da lontano scene che si
svolgevano in luoghi distanti e le descrivevano senza uscire dal mio
laboratorio".
Il professor Stanley Kripper, anche lui studioso dei fenomeni
telepatici, ha notato che il cervello sviluppa delle correnti di
10-12 hertz durante il sonno e, intervenendo sul dormiente tramite
un sensitivo, ha cercato di dimostrare che è possibile
influenzare telepaticamente i sogni. Nelle fasi di rilassamento,
infatti, il nostro cervello è maggiormente disposto alla ricezione.
Quasi sicuramente le capacità telepatiche fanno parte di noi ed
erano uno strumento di comunicazione utilizzato da molte
popolazioni dell'antichità, dai Maya agli antichi greci,
tecniche che oggi sono ancora diffuse in India, dove si dà molta
importanza alla meditazione e alla concentrazione.Riacquistare
queste facoltà in modo coscente, è tuttavia possibile, affinando le
nostre capacità di concentrazione. A tal fine, sono disponibili
numerosi testi interessanti che possono guidarci nei labirinti più
misteriosi delle nostre facoltà mentali:
Telepatia, Chiaroveggenza e Psicocinesi,
primi studi su questa presunta facoltà paranormale
furono condotti dalla Società per la Ricerca
Psichica di
Londra,
verso la fine dell'Ottocento.
Il primo laboratorio di parapsicologia fu costituito
negli
anni 1930
negli
Stati Uniti,
quando il professor
Joseph Rhine
della
Duke University
di
Durham
(Carolina
del Nord) condusse
numerosi esperimenti, con l'ausilio ad esempio delle
carte Zener,
per accertare l'effettiva realtà della telepatia.
Tuttavia i lavori di Rhine presentavano diversi
errori metodologici e furono in seguito ampiamente
criticati.
Negli
anni 1970
un altro parapsicologo americano,
Charles Honorton,
si interessò di telepatia introducendo una nuova
metodologia di studi, chiamata tecnicamente
Ganzfeld
(dal tedesco "campo uniforme"). Negli esperimenti di
Honorton un soggetto ("percipiente") veniva isolato
sensorialmente applicando ai suoi occhi due mezze
palline da
ping-pong
e alle sue orecchie una cuffia che emetteva un "rumore
di fondo". In queste condizioni di
deprivazione sensoriale,
il soggetto doveva cercare di recepire immagini o
informazioni inviate da un'altra persona ("agente")
posta in un'altra stanza. Anche Honorton pensava di
aver trovato risultati statisticamente positivi a
favore dell'esistenza della telepatia. Tuttavia,
come venne dimostrato dallo psicologo
Ray Hyman,
anche in questo caso erano stati commessi numerosi
errori metodologici.
In conclusione, al momento non
risultano dimostrazioni scientificamente probanti
dell'esistenza concreta di tale capacità. Il
CICAP
(Comitato Italiano per il Controllo delle
Affermazioni sul
Paranormale)
si è offerto di analizzare ogni persona che sia
disposta a provare la propria abilità telepatica.

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