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V a m p i r i s m o

   

    

Il Vampirismo

Complesso dei fenomeni che, nella stregoneria, sono connessi al comportamento di vampiri.

 E'stato detto che un santo è una persona che ad ogni bivio che si apre davanti ai suoi passi sceglie la via migliore. Così come un uomo veramente malvagio è colui che sceglie sempre la peggiore"

È necessario domandarsi come un umano divenga un Vampiro, quali siano le cause che predispongono (o che si ritengono predisporre) una persona a questa condizione demoniaca. Il Vampiro è qualcuno che ha condotto una vita al di fuori dell'ordinaria immoralità e malvagità; un uomo di orribili, grandi ed egoistiche passioni, è stato detto che un santo è una persona che ad ogni bivio che si apre davanti ai suoi passi sceglie la via migliore. Così come un uomo veramente malvagio è colui che sceglie sempre la peggiore. Anche quando compie gesta che vengono considerate giuste, lo fa sempre per una ragione malvagia. Ciò richiede una grande concentrazione e forza di volontà, questo tipo di persone diventa Vampiro. A volte il vampiro è ritenuto essere una persona che durante la vita mortale ha dedicato il suo tempo alla pratica della magia nera.

 È difficile immaginare che questo tipo di persone possano, una volta decedute, riposare in pace, mentre è facile credere che la loro malvagità abbia messo in moto forze così potenti da permettere loro di continuare la loro opera di terrore e distruzione anche quando sono ormai nelle tombe. Qualche volta è stato anche detto che il vampiro deriva dall'accoppiamento tra una strega ed un diavolo. Con l'eccezione dell'Inghilterra, dove le streghe venivano irrimediabilmente impiccate, la pena universale per la stregoneria era il rogo. La cremazione del corpo morto, è considerata essere, allo stesso modo, uno dei pochi modi in cui i vampirismo può essere eliminato. Una delle credenze più comuni è quella che la persona morta sotto il bando della Chiesa sia irrevocabilmente destinata a diventare un vampiro. La scomunica è la principale e più seria pena che la Chiesa può infliggere.

 La persona non cessa di essere cristiana, in quanto il Battesimo in sé non può essere cancellato, viene considerata un esilio, come se la persona non esistesse più davanti alle autorità cristiane. Presso gli Ebrei l'allontanamento dalla Sinagoga è la vera e propria scomunica. Secondo la Chiesa greca questa facoltà spirituale ha anche conseguenze fisiche, i Greci credono che la scomunica arresti la decomposizione del corpo dopo la morte. L'incorruttibilità del corpo di una persona maledetta è una vera e propria dottrina dell'ortodossia. Nel 1679 venne detto: "l'effetto di questa terribile sentenza è riportato dai preti greci …. Il corpo di una persona scomunicata non è in grado di tornare ai suoi elementi principali se la sentenza di scomunica non viene ritirata…". Possiamo citare uno straordinario caso registrato, vero oltre ogni ombra di dubbio, di persone morte scomunicate i cui corpi sorsero dalle tombe lasciando il sacro recinto in cui erano sepolte. 

Il racconto è registrato da san Gregorio il Grande, riguarda due suore morte, chiamate generalmente "Suore Morte". Due fanciulle di nobile famiglia vennero ammesse nella sorellanza di S. Scolastica. Ora S. Benedetto aveva per primo introdotto nei conventi la regola del silenzio. In tutti i conventi e monasteri vi erano particolari luoghi e particolari tempi in cui la parola era assolutamente vietata. Al di fuori di questi luoghi e tempi invece la conversazione veniva addirittura incoraggiata, anche se sempre sotto la regola della carità e della moderazione. Quando venne riferito a S. Benedetto che due suore parlavano continuamente in modo indiscreto (le due sorelle amavano molto i pettegolezzi), il santo Abate ne fu molto dispiaciuto, e mandò a loro un messaggio: se non avessero imparato a tenere a freno la loro lingua e non avessero dato un miglior esempio nel monastero le avrebbe scomunicate. 

All'inizio le due sorelle ne furono spaventate e promisero di bandire il loro difetto, ma l'abitudine traditrice era troppo forte per i loro buoni propositi; esse continuarono a recare offesa con le loro vane parole e morirono sotto la conseguenza della loro follia. A causa della loro provenienza da un grande ed importante casato vennero seppellite nella chiesa, vicino all'altare maggiore. Passò il tempo ed un certo giorno, durante una messa solenne, il Diacono gridò: "permettete a coloro che sono banditi di partecipare, permettete a coloro che sono scomunicati di abbandonare il loro recinto e lasciarci!" davanti allo sguardo di tutti, le due suore sorsero dalle loro tombe e si allontanarono mestamente dalla chiesa. Ciò accadde ogni volta che il Santo Mistero veniva celebrato, fino a che S. Benedetto non assolse i loro peccati e permise loro di riposare in pace. 

Il fenomeno dell'incorruttibilità del corpo non viene vista come evidenza di santità, la preservazione del corpo di una persona che ha condotto una vita di eroiche virtù, quando questo è ufficialmente ed autorevolmente riconosciuto, può essere ammessa come un miracolo, come qualcosa di sovrannaturale. E' stato detto che il Vampiro, come demone, rianima i cadaveri degli innocenti, ma questo è veramente dubbio. È molto probabile che i cadaveri infestati e preservati dal male e dall'oscurità siano quelli di persone che in vita si distinguevano per la malvagità al di fuori dell'ordinario. Spesso il vampiro è un cadavere rianimato dal proprio spirito nella sua ricerca di continuare a vivere nella morte predando i viventi e nutrendosi della loro linfa vitale. Cioè assorbendo il loro sangue dal momento che il sangue è il principio della vita. 

Un'altra comune supposizione riguarda il suicidio: tutti i suicidi, dopo la morte, possono divenire vampiri, a volte ciò è esteso a coloro che muoiono di morte violente ed improvvisa. È credenza persistente a Maina, vicino a Capo Taenaron in Grecia, che l'uomo ucciso e non vendicato facilmente divenga un vrykolakas. In accordo con la sua natura di vampiro agogna il sangue del nemico. Per assicurargli il riposo eterno è necessario uccidere il suo assassino. Che il suicidio sia vietato è un insegnamento generale delle Sacre Scritture, che condannano l'atto come il peggiore dei crimini, proprio per questo la Chiesa nega ai suicidi la sepoltura nei cimiteri cristiani. A differenza da ciò il suicidio era considerato ammirevole della decadenza greca e romana, i Goti ed i Vandali non solo lo approvavano, ma lo ricercavano insieme alla morte violenta. Questa tradizione esisteva anche presso alcune tribù del sud dell'India accompagnate da un rituale piuttosto feroce; se un uomo litigava per motivi seri con un altro poteva uccidersi, così il suo fantasma poteva perseguitare il nemico o richiedere vendetta ai sopravvissuti.

                                                                                         

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