In
margine a questo scelto elenco di specie vampiriche (abbiamo
volutamente omesso le specie minori o su cui avevamo poche
notizie, nonché la gran parte dei Licantropi e Necrofori affini
per certi versi ai vampiri) qualche considerazione d'insieme.
L'origine comune di molte specie vampiriche europee è evidente
sia dai nomi affini sia dalle affini peculiarità. Il metodo
comune a molti paesi di eliminare il vampiro con l'inserimento
di un ramo di biancospino nell'ombelico, è un chiaro riferimento
di «distruzione» totemica del segno che rappresenta non più la
prima, bensì la seconda nascita. Anche l'inserimento di zolle di
terra nell'ombelico di vampiri simboleggia il ritorno dalla vita
alla morte, del corpo alla terra, «pulvis es, pulvis eras»,
ovviamente... Il sorgere del vampiro dalla tomba rappresenta
l'Eterno Ritorno di cui il paletto nel cuore è l'Asse del Sacro
che si carica di una valenza negetropica, rispetto al
dispendio/consumo di energie assimilabili/dispersive che
costituiscono il modus vivendi del vampiro. Il simulacro
vampirico è l'effettiva antitesi del simulacro «umano» e di ciò
che intendiamo come tale all'interno di un contesto di modelli
facilmente riconoscibili e interscambiabili. Da tutte le
peculiarità delle specie vampiriche, emergono quasi delle leggi
consequenziali di sapore sacrale. Qualunque azione del vampiro
sull'ambiente a lui circostante, produce un eguale influenza sia
sulla persona («vittima») con cui l'effetto (il «morso vampirico»)
è stato usato, sia sul suo stesso corpo, e infine
sull'osservatore/terzo polo della conflittualità, a sua volta,
in seguito, agente/primo polo, oppure reagente/secondo polo,
nell'ordine delle possibilità esistenti tra fruizione vampirica
e reale cappelle à L'ordre.

|